La programmazione della prossima stagione dovrebbe essere il momento delle scelte, delle strategie e del mercato. In casa Prisma Taranto, invece, prevalgono dubbi, riflessioni e una crescente preoccupazione per un contesto che, secondo la società, continua a non offrire le condizioni necessarie per costruire un progetto sportivo stabile e ambizioso.
A esporsi con fermezza è Elisabetta Zelatore, vicepresidente del club rossoblù, che rompe il silenzio e accende i riflettori su due questioni decisive: il rapporto con le istituzioni e l’incertezza sulla disponibilità degli impianti cittadini, a partire dal PalaMazzola.
Per la dirigente, il rischio concreto è quello di compromettere il percorso della società proprio nel momento in cui si dovrebbe programmare la stagione 2026/27.
“Le società sportive non possono essere ignorate”
Zelatore, qual è oggi la principale difficoltà della Prisma Taranto?
«La difficoltà più grande è lavorare senza punti di riferimento certi. Una società sportiva che opera ad alti livelli ha bisogno di dialogo, sostegno e visione. Invece registriamo un silenzio che coinvolge tutti gli attori istituzionali ed economici del territorio».
Si sente abbandonata?
«Più che abbandonata, direi trascurata. E non riguarda solo noi. Il problema investe tutte le realtà sportive cittadine. Se manca una progettualità condivisa, lo sport diventa solo un elemento marginale e non un valore strategico per la crescita del territorio».
“I Giochi del Mediterraneo dovevano essere un’opportunità per tutti”
Quanto pesa il contesto legato ai Giochi del Mediterraneo?
«I Giochi sono un’occasione straordinaria, ma avrebbero dovuto rappresentare un volano per l’intero sistema sportivo locale. Invece la sensazione è che molte discipline siano state messe da parte. Lo sport non può essere selettivo: o cresce tutto il movimento oppure si perde una grande opportunità».
Crede che questo scenario possa cambiare?
«Noi abbiamo cercato di dialogare e di far comprendere le nostre esigenze. Ma non abbiamo trovato interlocutori pronti a raccogliere davvero le istanze delle società. Nessuno sembra chiedersi in che modo poter aiutare concretamente lo sport della città».
“Sul PalaMazzola troppe incognite”
Il tema degli impianti resta centrale?
«Sì, ed è una questione che non può più essere rinviata. Per programmare una stagione servono certezze su dove si giocherà. Sul PalaMazzola, invece, non ci sono ancora indicazioni chiare né sulle tempistiche né sulle modalità di utilizzo per le società del territorio».
Un altro anno al PalaFiom è una possibilità?
«È un’ipotesi su cui stiamo riflettendo, ma non possiamo ignorare ciò che abbiamo vissuto nell’ultima stagione. È stata una soluzione di emergenza, affrontata con spirito di sacrificio, ma non può diventare la normalità».
“Mercato fermo: prima servono basi solide”
Come incide tutto questo sulla costruzione della squadra?
«Incide molto. In questo momento non siamo pienamente attivi sul mercato, pur avendo già tracciato una linea tecnica. Prima di compiere scelte definitive vogliamo avere un quadro chiaro sul piano organizzativo e logistico».
Il club, dunque, resta in attesa?
«Siamo in un periodo di riflessione profonda. Vogliamo continuare a rappresentare con orgoglio Taranto, ma non possiamo costruire il futuro affidandoci all’incertezza. Servono basi solide, non improvvisazione».
Fonte: Giuseppe Di Cera, Corriere dello Sport













