A poco più di un anno dai Giochi del Mediterraneo 2026, uno dei cantieri più simbolici della manifestazione cambia volto e diventa il segno concreto di una corsa contro il tempo vinta. Le piscine olimpiche di Taranto, inizialmente considerate un obiettivo quasi irraggiungibile nei tempi previsti, sono oggi una realtà pronta ad accogliere le competizioni.
A raccontare il percorso è il commissario straordinario Massimo Ferrarese, che ripercorre le difficoltà iniziali e i traguardi raggiunti.
“Appena fu proposto il primo mio masterplan, a fine 2023, l’opinione di molti tecnici era che sarebbe stato impossibile realizzare progettazione, gare di appalto e realizzazione di tutti i lavori per completare le piscine olimpiche per l’estate 2026”, spiega Ferrarese. Un giudizio netto, legato non solo alla complessità strutturale ma anche agli impianti tecnologici necessari.
Le criticità, infatti, andavano ben oltre la semplice copertura: “Non era solo una questione di copertura e chiusura laterale, ma anche di tutti gli impianti interni, in particolare quelli di climatizzazione, che nei tempi previsti non sarebbe stato possibile realizzare”.
Di fronte a queste difficoltà, si profilava un piano alternativo. “Fu così che mi recai a Roma per ottenere l’autorizzazione dalla Federazione Italiana Nuoto a disputare le gare all’aperto, con l’impegno di completare le coperture dopo i Giochi”. Una soluzione emergenziale che avrebbe garantito lo svolgimento delle competizioni, ma non senza compromessi.
Oggi, però, lo scenario è completamente diverso. “Oggi, non solo la struttura è coperta e tutta pannellata, ma gli impianti di climatizzazione sono in fase di completamento, rendendo le piscine pronte per ospitare le gare di nuoto, pallanuoto e nuoto pinnato ai Giochi del Mediterraneo”.
Un risultato che assume un valore simbolico per l’intero progetto Taranto 2026: dimostra la capacità di recuperare ritardi, superare ostacoli tecnici e rispettare scadenze che sembravano fuori portata.
Ferrarese conclude con un riconoscimento al lavoro collettivo: “Ringrazio tutti i componenti della mia struttura commissariale, i progettisti, la direzione lavori, l’impresa e tutte le maestranze che ci hanno dato la possibilità di arrivare qui, al 5 maggio!”.
Le piscine olimpiche diventano così uno dei primi traguardi concreti verso i Giochi, un’infrastruttura che non solo ospiterà le competizioni ma rappresenterà anche un’eredità duratura per la città di Taranto.













