La Polizia di Stato ha arrestato due pregiudicati tarantini, di 50 e 62 anni, ritenuti presunti responsabili dei reati di furto aggravato e possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso.
L’operazione è maturata nell’ambito dei servizi di controllo del territorio intensificati soprattutto nelle ore notturne nel centro cittadino, recentemente interessato da numerosi furti su autovetture.
Il primo intervento è avvenuto poco dopo la mezzanotte in via Dalmazia, nei pressi dell’Ufficio Postale, dove era stata segnalata l’attivazione di alcuni sistemi d’allarme. Giunti sul posto, gli agenti della Squadra Volante hanno notato un uomo armeggiare vicino a un contenitore sul marciapiede che, alla vista della pattuglia, ha tentato di allontanarsi rapidamente. Dopo un breve inseguimento, il soggetto è stato bloccato e trovato in possesso di numerosi arnesi da scasso.
Nel corso del sopralluogo, i poliziotti hanno rinvenuto diversi effetti personali abbandonati nelle vicinanze, risultati poi sottratti da un’auto parcheggiata poco distante, trovata con un finestrino infranto e l’abitacolo completamente a soqquadro. Il proprietario del veicolo, successivamente rintracciato, ha riconosciuto la refurtiva recuperata. Il 50enne è stato quindi arrestato.
Poche ore dopo, lo stesso equipaggio è intervenuto in via Cavallotti, su segnalazione di un cittadino, sorprendendo un uomo all’interno di un’auto in sosta. Il tentativo di nascondersi è risultato vano: il soggetto, un 62enne anch’egli noto alle forze dell’ordine, è stato fermato.
Gli agenti hanno recuperato un passeggino utilizzato per trasportare quattro trapani con relative valigette, risultati rubati poco prima da un’autovettura. Sequestrati anche numerosi arnesi da scasso, una torcia a led e una candeletta in ceramica, strumento comunemente utilizzato per infrangere i vetri delle auto.
La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di recuperare ulteriore refurtiva, tra cui un computer portatile e altro materiale tecnologico ritenuto di provenienza illecita.
Entrambi gli arrestati sono stati messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.
Si ricorda che per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.













