di Luca Pietranelli
Il netto 4-0 nell’ultima uscita della regular season contro il Gallipoli non va letto come un semplice epilogo di stagione, ma come un segnale chiaro dello stato di salute del Taranto alla vigilia dell’appuntamento che davvero conta: la sfida playoff contro il Canosa.
Più che il risultato, è il percorso recente a raccontare una crescita evidente sul piano del gioco e della gestione mentale. Il Taranto non appare più soltanto una squadra capace di fiammate offensive, ma un gruppo che ha imparato a controllare i ritmi, occupare gli spazi con maggiore lucidità e leggere con più maturità i momenti della gara.
In questo quadro, alla qualità tecnica di elementi come Loiodice e Losavio si affianca sempre più la solidità di interpreti come Di Paolantonio, Vukoja, Incerti e Zampa, che garantiscono equilibrio e continuità a una squadra che sembra aver trovato una propria identità precisa.
Il lavoro di Danucci emerge soprattutto nella trasformazione collettiva: il Taranto ha acquisito nel tempo maggiore continuità, evitando disunioni e mantenendo intensità anche nei momenti meno brillanti. Un aspetto decisivo in una fase della stagione in cui la pressione aumenta e ogni dettaglio può risultare determinante. Anche la profondità della rosa rappresenta un valore aggiunto, con diversi elementi capaci di incidere a gara in corso e mantenere alta la competitività interna.
Resta però un punto da consolidare: il cinismo sotto porta. Le ultime gare hanno mostrato una produzione offensiva importante, ma anche una certa difficoltà nel capitalizzare pienamente le occasioni create. Un limite che nei playoff può pesare, soprattutto contro un avversario come il Canosa, organizzato e pronto a sfruttare ogni episodio.
I playoff, per loro natura, non perdonano: premiano chi sbaglia meno e chi sa colpire nei momenti decisivi. Il Taranto arriva comunque alla sfida con fiducia, una struttura di gioco riconoscibile e la sensazione di essere nel punto giusto della stagione.
Una consapevolezza che, forse più dei singoli, può rappresentare la vera arma in vista dell’esame decisivo.













