Si è svolta questa mattina l’Assemblea delle Assemblee della CGIL di Taranto, durante la quale sono state presentate le due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità pubblica e sistema degli appalti. Da domani prenderà ufficialmente il via la raccolta firme a Taranto e in diversi comuni della provincia.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di lavoratrici e lavoratori provenienti da diversi settori: dall’agricoltura ai servizi pubblici, dalla sanità agli appalti industriali legati all’ex ILVA, fino ai call center e al mondo della scuola precaria. Un quadro eterogeneo che, secondo il sindacato, rappresenta la complessità del mondo del lavoro contemporaneo nel territorio tarantino.
“Diritto alla salute ogni giorno negato”
“La vertenza si chiama diritto alla salute – ha dichiarato Tiziana Ronsisvalle, segretaria della CGIL con delega al comparto socio-sanitario – e si combatte qui a Taranto come in tutta Italia, ogni giorno che passa senza che una persona riesca a prenotare una visita, ogni volta che un reparto chiude per mancanza di personale, ogni volta che una famiglia è costretta a scegliere tra pagare l’affitto o una visita privata”.
Ronsisvalle ha sottolineato il ruolo del sindacato: “Il sindacato nasce per dare voce a chi non ce l’ha, per trasformare il disagio individuale in rivendicazione collettiva. Non facciamo assistenza: facciamo conflitto sociale quando serve, contrattazione come mission e mobilitazione quando è necessario”.
Appalti e lavoro: “Stesso lavoro, stessi diritti”
Sul tema degli appalti è intervenuta la segretaria della CGIL di Taranto, Lucia La Penna, che ha ribadito la necessità di una riforma del settore: “Siamo la CGIL e sappiamo da che parte stare. È arrivato il momento di dare dignità a lavoratori che svolgono lo stesso lavoro ma non hanno stessi salari, diritti e tutele”.
“La nostra proposta è semplice – ha aggiunto –: chi svolge lo stesso lavoro non può subire il ricatto occupazionale. Stesse mansioni devono significare stesse tutele economiche, ma anche pari diritti in materia di salute e sicurezza”.
Il richiamo alle morti sul lavoro
Nel suo intervento, il segretario generale della CGIL di Taranto, Giovanni D’Arcangelo, ha richiamato anche recenti episodi di cronaca legati alla sicurezza sul lavoro: “Quella morte non è un caso, non è una fatalità. Le due proposte di legge attengono alla dignità delle persone, sia quando sono costrette a ricorrere alla sanità pubblica, sia quando lavorano negli appalti o subappalti in condizioni spesso critiche”.
D’Arcangelo ha ribadito la centralità del lavoro come leva di cambiamento: “Parliamo di lavoro perché è l’unico grimaldello possibile per garantire più dignità. Più personale nella sanità significa ricostruire un servizio pubblico adeguato, e rendere il sistema degli appalti più equo significa restituire civiltà e diritti”.
Il segretario ha infine ricordato le iniziative sindacali già messe in campo negli anni e la volontà di proseguire nella mobilitazione: “Se il Parlamento non agisce, andremo avanti raccogliendo le firme dei cittadini per cambiare le cose”.
I banchetti per la raccolta firme saranno attivi da domani a Taranto, Grottaglie, Martina Franca, Manduria e Castellaneta.














