Si è svolto a Palazzo Chigi un confronto definito “approfondito e costruttivo” tra il Governo e le rappresentanze dell’autotrasporto, al termine del quale UNATRAS ha deciso di sospendere il fermo nazionale dei servizi previsto dal 25 al 29 maggio 2026.
Al centro dell’incontro la crisi del settore legata all’aumento dei costi dei carburanti. Dal tavolo è emersa un’intesa sulle principali richieste economiche avanzate dalle associazioni, con l’introduzione di misure ritenute urgenti per garantire la sostenibilità delle imprese di trasporto.
Tra i provvedimenti concordati figura un credito d’imposta da circa 300 milioni di euro, la riduzione dei tempi di rimborso delle accise trimestrali entro 30 giorni dalla domanda e la possibilità di rateizzare il pagamento delle imposte. Le misure saranno inserite in un decreto-legge atteso in Consiglio dei Ministri.
Oltre agli interventi economici, è stato deciso anche l’avvio di un tavolo permanente presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per affrontare le criticità strutturali del comparto. Prevista inoltre la ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica, con funzione di indirizzo sulle politiche di settore.
UNATRAS ha espresso soddisfazione per l’esito del confronto, sottolineando però la necessità di verificare la concreta attuazione degli impegni assunti e di mantenere un dialogo costante con le istituzioni.
La decisione di sospendere il fermo viene definita dalle associazioni come un “atto di responsabilità” nei confronti del Paese e del sistema economico nazionale, al fine di garantire continuità ai servizi di trasporto e logistica.
In rappresentanza di SNA Casartigiani, Stefano Castronuovo ha dichiarato: “Siamo soddisfatti dello sforzo del Governo e abbiamo deciso unitariamente con tutte le associazioni di sospendere il fermo. Tuttavia attendiamo ulteriori riscontri prima di una revoca definitiva, perché sarà decisivo quanto verrà comunicato alla categoria. L’ascolto delle imprese resta la nostra priorità”.














