Dal paradiso sfiorato della Serie B ai momenti più difficili vissuti accanto al Taranto. Gino Montella, ex direttore generale rossoblù e oggi vicepresidente del San Marino, continua a seguire con passione le vicende della formazione ionica, nonostante la distanza dalla città dei due mari.
“Seguo sempre il Taranto – ha dichiarato Montella –. Mi considero ancora un tifoso rossoblù e credo che questo amore mi accompagnerà fino alla fine dei miei giorni”.
L’ex dirigente ha seguito con attenzione il percorso della squadra nel campionato di Eccellenza, esprimendo giudizi molto positivi sulla rosa costruita dalla società.
“Ho visto diverse partite e posso dire che questo Taranto è davvero molto forte – ha spiegato –. È una squadra che potrebbe già disputare il campionato di Serie D così com’è. Inoltre, vedere lo stadio di Massafra sempre pieno nelle gare interne rappresenta la testimonianza più bella dell’attaccamento del pubblico tarantino”.
Montella ha poi elogiato il lavoro portato avanti dalla proprietà rossoblù, sottolineando gli investimenti effettuati per costruire una squadra competitiva.
“La società dei Ladisa ha investito tanto senza risparmiarsi – ha aggiunto –. I tifosi probabilmente si aspettavano la vittoria immediata del campionato, ma nel calcio nulla è scontato, soprattutto quando una squadra viene costruita in tempi rapidi e poi ritoccata successivamente. Mi sembra però che la strada intrapresa sia quella giusta”.
Nel corso dell’intervista, l’ex dg si è soffermato anche sul buon momento attraversato dal calcio campano dilettantistico e sul percorso dell’Apice, avversario del Taranto nei playoff.
“Il calcio campano sta vivendo una fase positiva, come dimostrano le promozioni di Savoia e Scafatese – ha osservato –. L’Apice rappresenta una sorpresa, ma ha un allenatore esperto come Cioffi, che ha alle spalle tanta Serie C e Serie D, oltre a un presidente che ha giocato anche nell’Empoli”.
Sui playoff, Montella non nasconde la propria previsione: “Vedo una finale tra Taranto e Gladiator. Poi vinca il migliore, anche se sappiamo tutti quale sia la squadra più forte”.
Infine, il dirigente ha ricordato le esperienze vissute negli anni trascorsi in riva allo Ionio, tra grandi ambizioni e profonde delusioni.
“Ho vissuto stagioni completamente opposte, passando dal paradiso all’inferno e viceversa – ha concluso –. Tutte le società con cui ho lavorato hanno sempre investito molto. L’esperienza più bella resta quella dei primi anni Duemila, quando sfiorammo la promozione in Serie B. Se fosse arrivata, avrebbe potuto cambiare la storia sportiva della città. Auguro a questa nuova società di raggiungere traguardi importanti, perché mi sembra una realtà molto solida”.
Fonte: intervista a Gino Montella pubblicata da “L’Edicola”, a firma di Giuseppe Di Cera.














