Dopo 372 minuti di imbattibilità, il bunker del Taranto si è incrinato proprio nel momento più delicato della stagione. Al 12’ della semifinale d’andata dei playoff nazionali, l’Apice ha trovato il varco giusto con Pesce, interrompendo la serie positiva di Emanuele Mastrangelo e spezzando una delle certezze difensive costruite nell’ultimo periodo.
La notizia arriva da L’edicola, che racconta come il gol abbia messo fine non solo a una lunga striscia senza subire reti, ma anche alla seconda miglior sequenza stagionale del reparto arretrato rossoblù.
Il Taranto di Ciro Danucci arrivava infatti da un percorso quasi impeccabile: vittoria interna contro il Taurisano, pareggio a Brindisi, successo largo sul Gallipoli e affermazione nei playoff di girone contro il Canosa. Una serie che aveva consolidato la sensazione di una squadra solida, difficile da scalfire.
Il muro che si era già alzato prima
La difesa tarantina aveva già vissuto una fase di grande compattezza anche tra la terza e l’ottava giornata del girone di ritorno, quando il filotto era arrivato a 445 minuti complessivi senza subire gol. In mezzo, successi pesanti contro Virtus Mola, Galatina, Bitonto e Brilla Campi, fino alla caduta contro il Polimnia e la successiva ripartenza.
Danucci e il “bunker” rossoblù
Sotto la guida di Danucci, il Taranto ha spesso mostrato un doppio volto: solidità difensiva e capacità di colpire con grande efficacia. In alcune gare il rendimento offensivo è stato travolgente, con goleade come il 9-0 sulla Virtus Mola e prestazioni convincenti anche contro avversarie più strutturate come il Brindisi.
Ma l’episodio di Apice riporta tutto su un piano più prudente: nei playoff ogni distrazione si paga.
Il ritorno e il messaggio di Loiodice
Il discorso qualificazione resta comunque aperto. Al ritorno, allo stadio «Perriello-Zampelli», il Taranto potrà anche permettersi una sconfitta di misura per accedere alla fase successiva, ma l’atteggiamento non dovrà cambiare.
Il capitano Nicola Loiodice lo aveva già sottolineato nei giorni scorsi: guai a considerare chiuso il discorso.
Il dogma della concentrazione
Il principio è semplice: ripartire dallo 0-0 mentale. Un concetto ribadito anche nello spogliatoio dopo la gara, con la consapevolezza che il margine è minimo e che la stagione entra ora nella sua fase più delicata.
Come riportato da L’edicola, il Taranto si presenterà in Campania con l’obiettivo di giocare la propria partita senza calcoli, ma con una certezza: la solidità difensiva resta la chiave per arrivare fino in fondo.
E contro un’Apice organizzata e aggressiva, come già visto anche nella sfida di Massafra, servirà massima attenzione per evitare nuove sorprese.














