di Salvatore Mazzarella
Una serata carica di emozioni, ricordi e prospettive future, capace di raccontare come la Taranto degli anni Ottanta sia riuscita a trasformarsi in una delle capitali italiane della musica rock e new wave, e come quello stesso spirito continui oggi a vivere attraverso il Medimex.
A guidare il pubblico in questo viaggio nella memoria sono stati Marcello Nitti e Franzi Baroni, protagonisti assoluti di una stagione irripetibile per la città jonica, moderati da Francesco Costantini, storico giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno.
La prima parte dell’incontro è stata dedicata proprio alla Taranto musicale degli anni Ottanta, un periodo in cui la città riuscì ad attirare artisti internazionali che avrebbero poi segnato la storia del rock europeo. Un racconto fatto di sacrifici, intuizioni e passione, nel quale Marcello Nitti ha ripercorso le complesse trattative economiche e organizzative necessarie per portare in riva allo Ionio nomi del calibro di Bauhaus, Siouxsie and the Banshees, Simple Minds, The Sound e The Cult.
Tra gli episodi più significativi emersi durante la serata, quello che riguarda Jim Kerr dei Simple Minds. Durante il tour di “New Gold Dream”, il leader della band scozzese rimase incredulo quando, prima di salire sul palco di Taranto, venne informato che il concerto avrebbe richiamato circa quattromila spettatori, mentre una piazza storicamente importante come Bologna aveva registrato appena ottocento paganti. Un aneddoto che restituisce perfettamente la dimensione del fenomeno musicale che la città rappresentava in quegli anni.
Accanto a Nitti, Franzi Baroni ha ricordato il proprio contributo organizzativo e il ruolo pionieristico svolto nel panorama delle radio libere tarantine. Tra i racconti più divertenti, quello di un pomeriggio trascorso a fare acquisti in città con alcune collaboratrici di Siouxsie Sioux alla ricerca di calze a rete prima dello spettacolo. Piccoli frammenti di vita che testimoniano il rapporto diretto e informale che spesso si instaurava tra organizzatori e artisti internazionali.
Numerosi anche i ricordi legati alle visite degli stessi musicisti in Puglia. Molti di loro, infatti, approfittavano della permanenza a Taranto per conoscere il territorio, visitare le località più suggestive della regione e immergersi nella cultura locale, contribuendo a creare un legame speciale tra la città e le grandi stelle del rock europeo.
Nel corso della serata è stato presentato anche il volume “80. New Sound, New Wave”, scritto da Marcello Nitti, un’opera che ripercorre quella straordinaria stagione musicale attraverso fotografie, testimonianze, documenti e aneddoti che restituiscono il clima di un’epoca capace di segnare profondamente l’identità culturale della città.
Lo sguardo si è poi spostato sul presente e sul futuro grazie all’intervento di Cesare Veronico, ideatore e direttore artistico del Medimex, che ha illustrato il lavoro strategico e organizzativo che accompagna la realizzazione dell’edizione 2026 della manifestazione.
Veronico ha raccontato la complessità di un evento internazionale che richiede mesi di programmazione, relazioni e pianificazione, soffermandosi anche su alcune delle operazioni più significative che hanno caratterizzato la crescita del festival. Tra queste, il riuscito ingaggio dei Pet Shop Boys, ottenuto intercettando la disponibilità della band lungo un itinerario internazionale che collegava Londra, Brindisi e Istanbul e riuscendo a inserire Taranto nel percorso di ritorno. Un esempio concreto della capacità progettuale che negli ultimi anni ha consentito al Medimex di portare nel capoluogo ionico alcuni dei più importanti protagonisti della scena musicale mondiale.
Nella parte conclusiva dell’incontro si è tornati alla memoria storica con la presentazione del volume dedicato ad Adrian Borland e ai The Sound, realizzato da Marcello Nitti insieme a Giuseppe Basile. Un’opera che rappresenta un unicum a livello internazionale per ricchezza documentale e apparato iconografico.
Particolarmente toccante il racconto di Nitti relativo ai quattro viaggi compiuti a Wimbledon per incontrare il padre di Adrian Borland e raccogliere materiali, testimonianze e ricordi indispensabili alla realizzazione del libro. Un lavoro di ricerca durato anni, nato dalla volontà di restituire la complessità artistica e umana del leader dei The Sound, musicista amatissimo da generazioni di appassionati e tragicamente scomparso dopo una lunga battaglia contro la depressione.
Tra i momenti più emozionanti della serata anche l’incontro tra l’autore e alcuni partecipanti che hanno condiviso ricordi personali legati a quella stagione irripetibile della musica tarantina. È riemersa così anche la memoria del Tursport, il palazzetto che ospitò gran parte dei concerti più importanti del decennio e che, sotto la proprietà di Rocco Ture, divenne il cuore pulsante della rivoluzione musicale cittadina.
Una serata che ha saputo tenere insieme memoria e futuro, nostalgia e progettualità. Perché se negli anni Ottanta Taranto riuscì a diventare una sorprendente capitale del rock europeo, oggi continua a coltivare quella stessa vocazione attraverso eventi capaci di guardare al mondo senza dimenticare le proprie radici.














