A poco più di ottanta giorni dall’apertura dei XX Giochi del Mediterraneo, il clima politico attorno all’evento si infiamma. Al centro del dibattito c’è il taglio di 8,5 milioni di euro destinati all’organizzazione della manifestazione sportiva, una decisione che ha provocato dure reazioni da parte dell’opposizione e una pronta replica del centrodestra.
Ad aprire la polemica è stato Mattia Giorno, che ha definito la riduzione delle risorse «gravissima», accusando il Governo di aver voltato le spalle a Taranto proprio nella fase più delicata dei preparativi.
«A soli 81 giorni dall’inizio dei Giochi – ha dichiarato – invece di sostenere Taranto, il Governo sceglie di tagliare risorse fondamentali. Non ci si può ricordare della città soltanto per le passerelle istituzionali. Quando arrivano le decisioni che contano, Taranto si ritrova ancora una volta davanti a tagli, rinvii e occasioni mancate».
Giorno ha inoltre collegato la vicenda alle altre criticità che negli anni hanno interessato il territorio, dall’ex Ilva alle questioni ambientali, infrastrutturali e legate ai trasporti, chiedendo al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di ripristinare immediatamente le risorse necessarie per garantire il completamento delle opere previste.
Alle accuse ha risposto Luca Lazzaro, esponente del centrodestra, che respinge la lettura di un presunto disimpegno governativo e parla invece di «strumentalizzazione politica».
«Il ministro Tommaso Foti ha già chiarito che il Governo è pienamente impegnato a garantire il completamento delle opere e il successo dei Giochi del Mediterraneo», sostiene Lazzaro. «Senza l’intervento del Governo Meloni, i Giochi rischiavano di restare un sogno incompiuto. Le principali infrastrutture sportive in corso di realizzazione sono il risultato delle risorse straordinarie stanziate dall’esecutivo nazionale».
Lazzaro punta poi il dito contro la classe dirigente locale e regionale, ricordando che la Puglia è governata dal centrosinistra da oltre vent’anni e che il primo assetto organizzativo dei Giochi non riuscì a raggiungere gli obiettivi prefissati. Da qui anche un riferimento diretto a Giorno, già componente del precedente Comitato organizzatore.
Secondo l’esponente del centrodestra, il vero banco di prova resta ora la capacità della città di presentarsi pronta all’appuntamento internazionale sul piano del decoro urbano, della mobilità, dell’igiene pubblica e dei servizi.
In un contesto caratterizzato da un crescente confronto politico, il commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese, ha scelto invece la strada della mediazione e dell’unità istituzionale.
«Mancano ormai 80 giorni ai Giochi e siamo entrati nella fase decisiva», ha dichiarato. «Per questo rivolgo un appello a tutti: dichiariamo insieme gli 80 giorni dell’unità per i Giochi. Mettiamo da parte polemiche, divisioni e contrapposizioni. Oggi il nostro unico obiettivo deve essere consegnare al Mediterraneo una manifestazione all’altezza delle aspettative».
Ferrarese ha invitato istituzioni, forze politiche, associazioni, imprese, organi di informazione e cittadini a sentirsi parte della stessa squadra, sottolineando come il successo dell’evento rappresenti una sfida che va oltre gli schieramenti politici e coinvolga l’intero territorio.
Mentre il conto alla rovescia continua, resta dunque aperto il confronto sulle risorse e sulle responsabilità. Sullo sfondo, però, c’è un obiettivo condiviso da tutte le parti: fare dei Giochi del Mediterraneo 2026 un’occasione di rilancio e visibilità internazionale per Taranto e per la Puglia.














