«Il Sistema sanitario nazionale ha il 10% in meno di risorse». È da questa affermazione, attribuita all’assessore alla Sanità della Regione Veneto, Gino Gerosa, che prende le mosse l’intervento del consigliere regionale Cosimo Borraccino, che torna a denunciare quello che definisce il progressivo definanziamento della sanità pubblica da parte del Governo nazionale.
Secondo Borraccino, le dichiarazioni provenienti da una Regione amministrata dal centrodestra rappresentano una conferma significativa delle criticità che la Puglia denuncia da tempo sul fronte delle risorse destinate alla sanità.
Il consigliere regionale evidenzia come il principale indicatore del livello di finanziamento del sistema sanitario, ovvero il rapporto tra spesa sanitaria e Prodotto interno lordo, sia passato dal 6,8% del 2022 all’attuale 6,3%, un dato che, a suo giudizio, testimonia una riduzione del peso della spesa sanitaria pubblica.
A sostegno delle proprie argomentazioni, Borraccino richiama le analisi della Fondazione GIMBE, secondo cui la spesa sanitaria italiana risulterebbe inferiore sia alla media OCSE sia a quella europea.
Il consigliere cita inoltre alcuni passaggi dei report della fondazione e delle dichiarazioni del suo presidente, Nino Cartabellotta, che negli ultimi anni ha più volte evidenziato le difficoltà delle Regioni nel garantire i livelli essenziali di assistenza a fronte di risorse considerate insufficienti.
Tra le principali criticità segnalate figurano le liste d’attesa, la pressione sui pronto soccorso, la carenza di medici di famiglia e il crescente ricorso dei cittadini alla spesa sanitaria privata.
Secondo Borraccino, tutte le Regioni italiane si trovano oggi a fronteggiare importanti disavanzi sanitari dovuti a costi aggiuntivi non completamente coperti dai trasferimenti statali. Tra questi vengono indicati l’adeguamento dei contratti di lavoro del personale sanitario, l’introduzione di nuovi farmaci prescrivibili dai medici di famiglia e gli effetti dell’aumento dei costi energetici e dell’inflazione.
Il consigliere regionale parla di un divario finanziario stimato in circa 5 miliardi di euro, destinato ad aumentare nei prossimi anni, e sostiene che le amministrazioni regionali siano costrette ad adottare misure fiscali proprie per garantire la continuità dei servizi sanitari ai cittadini.
Nella parte conclusiva del suo intervento, Borraccino invita i rappresentanti locali del centrodestra a rivolgere le proprie richieste direttamente al Governo e al Ministero della Salute, chiedendo un incremento delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale.
«Questa è la verità. Il resto è propaganda», conclude il consigliere regionale, ribadendo la necessità di un maggiore sostegno economico alla sanità pubblica per garantire cure e assistenza adeguate ai cittadini.














