Arrivò a Taranto nell’estate del 1987 quasi in punta di piedi, come parziale contropartita tecnica nell’operazione che portò Pietro Maiellaro al Bari. Tre stagioni dopo lasciò la maglia rossoblù con 100 presenze, 19 reti e l’affetto incondizionato di un’intera tifoseria, che ancora oggi ricorda il coro dedicato a lui: “Alé alé Alé Giorgio Roselli”.
A ripercorrere quella parentesi della sua carriera è lo stesso Giorgio Roselli, che conserva ricordi indelebili della sua esperienza in riva allo Ionio tra le pagine de L’Edicola in una intervista a cura di Giuseppe Di Cera.
«Da come era iniziata sembrava che non dovessi restare neppure un giorno – racconta – invece sono rimasto tre campionati e sono stati anni ricchi di soddisfazioni».
L’arrivo a Taranto e uno scambio difficile da accettare
Il trasferimento maturò in un momento delicato per la società rossoblù, costretta a cedere il suo gioiello più prezioso per esigenze economiche. Il Bari versò oltre due miliardi di lire e inserì nell’operazione anche due calciatori, tra cui Roselli.
«Ero ormai nella fase finale della mia carriera e Maiellaro era appena esploso, diventando l’idolo della città. All’inizio nessuno accettò quello scambio, ma il presidente Fasano seppe gestire la situazione e trovai un allenatore straordinario come Pasinato. Con il tempo il calcio sa regalare grandi soddisfazioni e ricordo che, quando venivo sostituito, i tifosi si arrabbiavano. Taranto è stata una delle esperienze più belle della mia carriera».
Il giorno della promozione
Tra i ricordi più vivi c’è quello del 27 maggio 1990, data rimasta nella storia del club per la promozione in Serie B conquistata contro la Ternana.
«Allo stadio c’erano trentamila persone. Ricordo perfettamente il momento in cui segnai il gol del 2-0: fu un delirio, un’emozione indescrivibile».
Quella resta ancora oggi l’ultima promozione del Taranto in Serie B, un traguardo che i tifosi continuano a custodire come una delle pagine più belle della storia rossoblù.
“Fa male vedere il Taranto in Eccellenza”
A distanza di 36 anni dal suo addio, Roselli continua a seguire le vicende del Taranto e guarda con dispiacere all’attuale situazione della società.
«Per quello che ho vissuto e per la storia del club mi sembra impossibile vedere oggi il Taranto in Eccellenza. Ho seguito la squadra e mi è dispiaciuto molto che la promozione in Serie D sia sfumata proprio sul più bello. Nei campionati dilettantistici può capitare di ritrovarsi in gironi particolarmente competitivi».
L’allenatore e le idee sul calcio
Conclusa la carriera da calciatore, Roselli ha intrapreso quella di allenatore. L’ultima esperienza è stata sulla panchina del Vado, terminata anticipatamente nella scorsa stagione.
Pur continuando a vivere il calcio con grande passione, l’ex centrocampista non nasconde alcune perplessità sulle attuali regole che incentivano l’impiego dei giovani.
«In campo dovrebbe giocare soltanto chi merita davvero. Oggi, invece, esistono regolamenti che spingono le società a fare altre scelte. Credo che servano riforme strutturali. A me è sempre stato insegnato che la maglia da titolare si conquistava esclusivamente sul campo».
Un libro nel cassetto
Alle soglie dei 70 anni, Giorgio Roselli continua ad avere tanti ricordi da condividere e un progetto che attende soltanto di vedere la luce.
«Il libro è già pronto. Bisogna soltanto pubblicarlo».














