Taranto rischia di pagare un prezzo sempre più alto in termini di sviluppo economico se non verranno affrontati con decisione i problemi legati alle infrastrutture, ai collegamenti e al sostegno alle imprese. È l’allarme lanciato da Casartigiani Taranto, che chiede l’istituzione di un tavolo permanente di confronto e monitoraggio con tutte le istituzioni competenti per definire una strategia condivisa di rilancio del territorio.
Secondo l’associazione datoriale, negli ultimi anni si è parlato molto di riconversione economica della città, individuando nel turismo, nella cultura e nei grandi eventi – come i Giochi del Mediterraneo – i nuovi motori dello sviluppo. Tuttavia, a giudizio di Casartigiani, la realtà sarebbe ben diversa.
L’organizzazione evidenzia come Taranto continui a soffrire di un progressivo isolamento infrastrutturale che rischia di compromettere qualsiasi prospettiva di crescita economica.
«Da tempo sosteniamo che il paradosso è ormai evidente. Negli anni Sessanta, con la nascita dell’Italsider, Taranto era stata dotata di un sistema logistico e ferroviario strategico. Oggi, invece, registriamo un preoccupante passo indietro: la città è sempre più emarginata, priva di collegamenti adeguati e vittima dell’assenza di una visione condivisa tra i diversi livelli istituzionali», sostiene l’associazione.
Nel documento vengono richiamate numerose criticità: dall’assenza di un collegamento autostradale diretto, con l’autostrada che termina a Massafra, al mancato utilizzo dell’Aeroporto di Grottaglie per il traffico civile passeggeri, passando per le difficoltà del sistema ferroviario.
Secondo Casartigiani, Taranto continua infatti a scontare la mancanza di collegamenti veloci sulla direttrice adriatica e sulla linea Bari-Taranto, mentre i lavori di potenziamento della rete procederebbero con tempi non sufficienti a garantire una reale modernizzazione del sistema dei trasporti.
Anche la riqualificazione della stazione di Taranto Centrale, finanziata attraverso il PNRR, viene considerata un’opportunità importante, ma l’associazione sottolinea che l’investimento dovrà tradursi in un concreto rafforzamento dei collegamenti nazionali e regionali per evitare che resti un intervento isolato.
Particolarmente critica la posizione espressa nei confronti delle politiche di sostegno al tessuto produttivo locale.
«L’artigianato e le micro e piccole imprese sono completamente assenti dalle priorità della politica. Mancano del tutto bandi e incentivi concreti capaci di favorire la nascita di nuove imprese e accompagnare la crescita di quelle esistenti nei settori dell’artigianato e dei servizi turistici», afferma il coordinatore regionale di Casartigiani Puglia, Stefano Castronuovo.
Per l’associazione, infrastrutture e sviluppo economico rappresentano due aspetti strettamente collegati.
«Le infrastrutture sono le vene di un sistema economico: senza collegamenti efficienti, le merci non viaggiano, i clienti non arrivano e le imprese sono destinate a chiudere», sottolinea Castronuovo.
Casartigiani invita inoltre a non limitare il dibattito sul futuro della città ai grandi eventi o al turismo, ricordando il ruolo svolto quotidianamente da artigiani e piccole imprese nella costruzione dell’identità economica del territorio.
Da qui la richiesta di avviare un confronto stabile con tutte le amministrazioni competenti per definire una programmazione di lungo periodo.
«Non possiamo continuare a vivere di annunci o sperare che qualche grande evento, da solo, possa salvare l’economia locale. Senza infrastrutture moderne, senza collegamenti efficienti e senza un piano straordinario di sostegno alle micro e piccole imprese, il rischio è quello di assistere entro la fine dell’anno al collasso di migliaia di attività economiche della provincia di Taranto», conclude il coordinatore regionale di Casartigiani Puglia.
L’associazione ribadisce infine la necessità di passare dalle dichiarazioni d’intenti a interventi concreti, ritenendo indispensabile una strategia che metta insieme infrastrutture, sostegno alle imprese e sviluppo economico per garantire nuove prospettive al territorio ionico.














