La scelta del nuovo presidente di Kyma Ambiente diventa terreno di confronto tra associazioni di categoria, sindacati e opposizione politica. Dopo le dimissioni di Alfredo Spalluto e l’apertura dello stato di crisi dell’azienda partecipata del Comune di Taranto, cresce il numero di voci che chiedono al sindaco Piero Bitetti una nomina fondata sulle competenze manageriali e non sugli equilibri politici.
Ad aprire il dibattito è Confartigianato Taranto, che definisce la nomina «una decisione che ha ormai superato i confini della normale dialettica politica», sottolineando il ruolo strategico svolto da Kyma Ambiente nella gestione dei servizi di igiene urbana e il suo impatto sulla qualità della vita dei cittadini, sulla competitività delle imprese e sulla pressione tributaria.
Secondo l’associazione, l’azienda necessita di una figura con esperienza specifica nel settore dei rifiuti e dei servizi ambientali.
«Kyma Ambiente ha bisogno di un presidente-manager, di una figura di riconosciuta esperienza nella gestione dei servizi di igiene urbana e del ciclo dei rifiuti, capace di riorganizzare una struttura complessa e di conseguire risultati misurabili», evidenzia Confartigianato, che invita l’Amministrazione comunale a privilegiare merito, competenze ed esperienza rispetto a logiche di appartenenza politica.
L’associazione richiama inoltre la necessità di intervenire sull’organizzazione aziendale, rafforzare la struttura gestionale, valorizzare le professionalità interne e migliorare l’efficienza dei servizi, anche in considerazione dell’elevato carico tributario sostenuto da cittadini e imprese.
Sulla stessa linea si colloca anche la Funzione Pubblica Cgil Taranto. Il segretario generale Mimmo Sardelli chiede che alla guida dell’ex Amiu venga individuato «un tecnico di alto profilo, competente e autorevole», dotato di capacità organizzative e in grado di valorizzare gli impianti di proprietà dell’azienda, tra cui il termovalorizzatore, l’impianto di compostaggio e quello per la preselezione della raccolta differenziata.
Per Sardelli sarebbe inoltre importante individuare una figura capace di dialogare con la Regione Puglia e con Ager, l’Agenzia territoriale che si occupa del ciclo dei rifiuti, così da superare l’attuale fase di stallo nei rapporti istituzionali.
Il rappresentante della FP Cgil manifesta anche preoccupazione per la situazione economico-finanziaria dell’azienda e torna a chiedere al Comune la condivisione della bozza del nuovo contratto di servizio tra Palazzo di Città e Kyma Ambiente. In assenza di risposte, il sindacato annuncia possibili iniziative di mobilitazione.
Sul tema interviene anche il consigliere comunale di opposizione Luca Lazzaro, che definisce la crisi di Kyma Ambiente «il fallimento della politica e non dei lavoratori».
Secondo Lazzaro, le dimissioni del presidente e l’apertura dello stato di crisi confermerebbero le difficoltà economiche e gestionali dell’azienda, maturate nel corso degli anni.
L’esponente dell’opposizione chiede al sindaco Bitetti di riferire in Consiglio comunale sulle reali condizioni economiche della società, sul piano di risanamento, sulle garanzie occupazionali, sullo stato del parco mezzi e sulle prospettive industriali dell’azienda.
Lazzaro richiama inoltre l’attenzione sulle segnalazioni relative ad alcuni mezzi aziendali, invitando ad approfondire le condizioni operative in cui lavorano gli addetti del servizio di igiene urbana, e sollecita una strategia chiara per la valorizzazione degli impianti produttivi, a partire dal termovalorizzatore.
Infine, annuncia la richiesta di convocazione urgente di un Consiglio comunale monotematico dedicato al futuro di Kyma Ambiente.
Pur con accenti diversi, associazioni di categoria, sindacati e opposizione convergono su un punto: la prossima nomina alla guida della società rappresenta un passaggio decisivo per il rilancio di un’azienda considerata strategica per i servizi pubblici della città e per il futuro del sistema di igiene urbana di Taranto.














