di Franco Conte
Manca appena un mese all’inizio dei Giochi del Mediterraneo, la vetrina internazionale che avrebbe dovuto proiettare Taranto al centro del bacino euro-mediterraneo. Eppure, la città si appresta a vivere l’ennesimo paradosso, un capolavoro di immobilismo politico che profuma di beffa e isolamento programmato.
Al centro della vicenda c’è l’aeroporto di Taranto-Grottaglie. Una struttura dotata di un’aerostazione passeggeri nuova di zecca, costata 14 milioni di euro di soldi pubblici, che oggi è pronta, scintillante e desolatamente vuota.
Il grande blocco: Regione, AdP e politica locale
Nonostante gli investimenti e le promesse degli anni passati, l’attivazione dei voli passeggeri di linea è ancora una volta un miraggio. Di fronte a questo scenario, il quadro delle responsabilità coinvolge l’intera classe dirigente:
La Regione Puglia e Aeroporti di Puglia (AdP): continuano a temporeggiare, gestendo la rete aeroportuale pugliese secondo una visione che appare, secondo molti osservatori, poco equilibrata nei confronti dei diversi territori.
I consiglieri regionali: sia di maggioranza che di opposizione, appaiono incapaci di imprimere una svolta concreta sulla questione o comunque di trasformare il tema in una priorità politica.
Il sindaco di Taranto: primo cittadino del capoluogo a cui l’aeroporto di fatto appartiene, non è riuscito finora a imporre l’attivazione dei voli come una priorità strategica per il territorio.
Il paradosso è evidente: Taranto ospiterà migliaia di atleti, delegazioni e turisti, ma per consentire loro di raggiungere la città la soluzione individuata resta quella dei trasferimenti su gomma dagli aeroporti di Bari e Brindisi. Una logica infrastrutturale che appare fortemente penalizzante per il territorio.
Un danno d’immagine ed economico incalcolabile
La mancata attivazione dei voli di linea non rappresenta soltanto un disservizio tecnico, ma una questione strategica per lo sviluppo della città.
Isolamento sistematico: Taranto rischia di essere privata di una porta d’accesso diretta verso il mondo, rimanendo marginale rispetto ai principali flussi di mobilità regionale.
Perdita di opportunità: mentre i flussi turistici ed economici collegati ai Giochi potranno essere intercettati dagli altri scali pugliesi, Taranto rischia di beneficiare solo in parte delle ricadute dell’evento.
Danno d’immagine: quale messaggio viene trasmesso da una città che investe risorse pubbliche per realizzare un’aerostazione e poi non riesce a renderla operativa proprio nel momento di maggiore visibilità internazionale?
Conclusioni: Taranto merita rispetto, non elemosina
Questa vicenda non può essere considerata soltanto un ritardo burocratico. Rappresenta l’ennesimo interrogativo sul ruolo che Taranto deve avere all’interno delle strategie infrastrutturali della Puglia.
I Giochi del Mediterraneo dovevano essere il volano della rinascita, l’occasione per dimostrare che questa terra può puntare su turismo, cultura e collegamenti moderni.
Invece, alla vigilia di un evento di portata internazionale, l’aeroporto di Taranto-Grottaglie resta ancora senza voli passeggeri. Una situazione che alimenta il malcontento dei cittadini e riapre il dibattito sul futuro infrastrutturale del territorio.
Taranto chiede attenzione, programmazione e pari dignità. Una città che vuole guardare al futuro non può più accettare di essere considerata marginale nelle scelte strategiche regionali.














