Confindustria Taranto guarda con prudenza, ma anche con fiducia, ai nuovi scenari che stanno prendendo forma attorno al futuro dell’ex Ilva. L’associazione degli industriali ionici ritiene che le ultime indiscrezioni sull’eventuale accordo con il gruppo indiano Jindal possano rappresentare un punto di svolta per una vicenda che si trascina ormai da anni, pur sottolineando la necessità di attendere conferme ufficiali.
Al centro dell’attenzione vi sono le ipotesi relative a un importante sostegno pubblico all’operazione di acquisizione. Secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, lo Stato potrebbe affiancare il gruppo indiano con un intervento economico significativo, stimato in oltre due miliardi di euro.
A questo si aggiungerebbe il possibile impiego degli 800 milioni di euro inizialmente destinati ai processi di decarbonizzazione attraverso il DRI e successivamente trasferiti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, risorse che, secondo le ipotesi attualmente in circolazione, potrebbero tornare a Taranto sotto forma di contratto di sviluppo.
Per Confindustria Taranto, qualora tale scenario trovasse conferma, si tratterebbe di una novità importante.
“Pur non potendo ancora dichiararci soddisfatti per ovvie ragioni che attengono alla definizione di scenari solo ipotizzati – afferma il presidente Salvatore Toma – accogliamo le notizie che si rincorrono in queste ore esprimendo una cauta fiducia”.
Secondo Toma, il possibile intervento del Governo rappresenterebbe quella forma di sostegno pubblico che Confindustria Taranto chiede da tempo per garantire un futuro al polo siderurgico.
“Guardiamo con fiducia a un’apertura da parte del Governo che attendevamo da tempo, così come alla possibilità di sederci finalmente attorno a un tavolo per discutere di prospettive concrete, di un piano industriale e ambientale definito e di progetti da realizzare dopo mesi caratterizzati da continui stop and go”, sottolinea il presidente degli industriali jonici.
Restano tuttavia numerosi gli aspetti ancora da chiarire. Le questioni aperte saranno affrontate anche nel corso dell’incontro convocato a Palazzo Chigi il prossimo 28 luglio con le organizzazioni sindacali.
Parallelamente, Confindustria Taranto rilancia anche la proposta di coinvolgere una componente italiana nel futuro assetto proprietario dell’ex Ilva.
“Confido ancora nella possibilità che il Governo, raccogliendo anche il grido d’allarme lanciato da Federmeccanica, possa convocare un summit con i principali produttori italiani di acciaio per valutare un loro eventuale coinvolgimento nell’acquisizione dei complessi aziendali dell’ex Ilva”, afferma Toma.
L’obiettivo, secondo il presidente di Confindustria Taranto, sarebbe quello di affiancare una presenza italiana all’eventuale ingresso del gruppo Jindal, contribuendo a rafforzare il progetto industriale.
Toma richiama inoltre il lavoro svolto nei mesi scorsi insieme a Federmeccanica per valorizzare il ruolo strategico dello stabilimento siderurgico tarantino.
“È stato portato avanti un importante percorso per rilanciare l’immagine del nostro centro siderurgico a livello nazionale, evidenziandone il ruolo centrale nella produzione europea di acciaio. Un patrimonio di lavoro che non deve essere disperso, ma valorizzato”, conclude il presidente di Confindustria Taranto.














