Arrivano risposte dalla ASL Taranto alle segnalazioni avanzate dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Renato Perrini sulle criticità dell’ospedale Moscati. L’azienda sanitaria ha infatti comunicato il ripristino dell’erogazione dell’acqua calda nel reparto di Pneumologia e l’impegno ad attivare, entro la fine della settimana, la climatizzazione nella sala d’attesa del laboratorio analisi.
Secondo quanto riferito da Perrini, il guasto che aveva interrotto l’erogazione dell’acqua calda sanitaria nel reparto di Pneumologia si protraeva da oltre un mese, creando notevoli disagi ai pazienti ricoverati. Per quanto riguarda invece la sala prelievi, la ASL ha reso noto che i tecnici hanno già preso in carico l’intervento necessario per garantire il corretto funzionamento dell’impianto di climatizzazione.
«Prendo atto con favore dell’immediato riscontro della ASL, che conferma la fondatezza e l’urgenza delle criticità che ho segnalato», dichiara Perrini. «Sapere che i pazienti di Pneumologia, persone già particolarmente fragili, non dovranno più affrontare il disagio di utilizzare acqua fredda rappresenta un primo importante risultato nel rispetto della dignità dei degenti».
Il consigliere regionale assicura però che continuerà a monitorare la situazione affinché venga mantenuto anche l’impegno assunto sulla climatizzazione della sala prelievi. «Far attendere persone, spesso anziane, in ambienti con temperature superiori ai 30 gradi è una condizione che non può essere accettata», sottolinea.
Per Perrini restano comunque ancora aperte altre problematiche strutturali già sottoposte all’attenzione dei vertici della ASL Taranto, del direttore generale Vito Bavaro e del direttore amministrativo Francesco Massaro. Tra queste, una delle più sentite riguarda la gestione dei parcheggi dell’ospedale.
«Trovare un posto auto al Moscati è diventata un’odissea quotidiana – conclude Perrini –. È necessario predisporre un piano della sosta serio, sicuro e dignitoso, sia all’interno sia nelle aree esterne della struttura, per ridurre i disagi di pazienti e familiari che ogni giorno affrontano percorsi di cura spesso molto complessi».














