Una stagione vissuta intensamente, tra entusiasmo, sacrifici e un epilogo amaro. Davide Derosa, calciatore del Taranto nella passata stagione, è intervenuto ai nostri microfoni per ripercorrere l’annata appena conclusa, soffermandosi sui momenti più significativi del percorso rossoblù e sull’episodio del gol annullato a Pablo Aguilera nella sfida decisiva per il salto di categoria.
Un bilancio fatto di emozioni contrastanti per il difensore, che non nasconde il rammarico per un obiettivo sfumato proprio sul più bello.
IL BILANCIO DELLA STAGIONE
«Nessuno di noi si aspettava un finale del genere. Credo sia stata una stagione fatta di alti e bassi. Sicuramente la fase finale del campionato ci ha permesso di raggiungere la possibilità di coronare il nostro sogno».
Derosa ammette però che il mancato raggiungimento della Serie D resta una ferita importante.
«Ovviamente non volevamo finire così, però non credo sia stata una stagione da incorniciare, perché il nostro sogno era quello di raggiungere la Serie D e non ci siamo riusciti. Sono convinto che ognuno di noi abbia dato tutto quello che aveva per centrare questo obiettivo, ma purtroppo non è bastato».
LE DIFFICOLTÀ FISICHE NEL FINALE
Un’annata particolarmente lunga e impegnativa anche dal punto di vista fisico.
«Sul finale di stagione non stavo al 100%. Credo sia stato l’anno in cui ho giocato più partite da quando gioco a calcio. La stanchezza si faceva sentire e, non avendo avuto una preparazione adeguata e avendo giocato ininterrottamente per mesi, era inevitabile».
L’ex rossoblù però precisa:
«Non vuole essere un alibi, perché partita dopo partita la possibilità di raggiungere l’obiettivo diventava sempre più concreta e la stanchezza passava in secondo piano. Arrivare fino a metà giugno dopo così tante gare, però, non ha certamente aiutato dal punto di vista fisico».
L’IMPATTO CON L’ECCELLENZA
Per Derosa la stagione a Taranto ha rappresentato anche un’importante esperienza di adattamento a una categoria nuova.
«Non avevo mai disputato l’Eccellenza e ho dovuto confrontarmi con campi, ambienti e avversari molto diversi da quelli a cui ero abituato. Dal punto di vista mentale è stato complicato».
«Si gioca sempre a calcio, dalla Terza Categoria alla Serie A, ma l’approccio cambia. Ho trovato squadre con caratteristiche differenti, capaci di affrontarti con grande aggressività e con strategie alle quali non ero abituato. Probabilmente il fatto che molti di noi non avessero mai giocato in Eccellenza ha inciso».
IL GOL DI AGUILERA: “PER ME ERA REGOLARE”
Uno dei momenti più discussi della stagione è stato il gol di Pablo Aguilera, nato proprio da un lancio lungo di Derosa e poi annullato per una presunta posizione irregolare.
L’ex difensore rossoblù torna sull’episodio:
«Rivedendo le immagini, sono convinto che non fosse fuorigioco. Dal momento in cui il pallone è partito dal mio piede a quello in cui la telecamera ha inquadrato Pablo è trascorso del tempo. Quando lui sta per controllare il pallone, secondo me è ancora in posizione regolare».
«Di conseguenza, al momento del lancio credo fosse nettamente in gioco. Quel gol avrebbe potuto cambiare l’inerzia della partita».
IL CONFRONTO CON LA SOCIETÀ
Sul futuro e sui rapporti con il club ionico, Derosa racconta:
«Qualche settimana fa ho avuto un confronto molto tranquillo con il direttore, che mi ha illustrato le intenzioni della società e i progetti per il futuro. Eravamo rimasti con l’idea di aggiornarci successivamente, ma poi non ci sono state le condizioni per ripartire insieme in ritiro».
Un dialogo comunque sereno:
«È stato un confronto positivo e successivamente la società ha fatto le proprie valutazioni».
L’ESPERIENZA IN ROSSOBLÙ
Il ricordo di Taranto resta comunque fortemente positivo.
«Questa esperienza mi ha lasciato tantissimo, soprattutto dal punto di vista umano. Per trenta secondi poteva diventare uno degli anni più belli della mia vita, mentre i trenta secondi successivi lo hanno trasformato in un’annata estremamente difficile».
«Dal primo giorno fino all’ultimo ho vissuto in un posto in cui mi sono trovato benissimo, ho conosciuto persone magnifiche e costruito amicizie che porterò con me per sempre».
Anche dal punto di vista sportivo il bilancio è positivo:
«È stato un anno di crescita, perché ho dovuto adattarmi a una realtà completamente nuova. Con la squadra eravamo un gruppo straordinario: stavamo bene insieme, andavamo al campo con il sorriso e con la voglia di condividere ogni momento».
L’unico rimpianto resta il risultato finale:
«Il mancato raggiungimento dell’obiettivo è la nota negativa più grande, perché ha finito per macchiare una delle stagioni più belle della mia carriera».
IL FUTURO E LA VOGLIA DI RISCATTO
Ora per Derosa c’è una nuova sfida da affrontare con ancora maggiore determinazione.
«Nel mio futuro c’è tanta voglia di riscatto, sia personale sia per Taranto e per i suoi tifosi. Auguro alla città di raggiungere al più presto ciò che merita».
«Per quanto mi riguarda, voglio affrontare la nuova stagione con ancora più rabbia agonistica e con la volontà di dare in campo persino più di quanto abbia sempre fatto».
La ferita, però, non è ancora chiusa:
«Non è stato semplice e non lo è tuttora, perché ogni giorno continuiamo a chiederci come sia stato possibile non raggiungere quell’obiettivo. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, tutto questo dovrà rappresentare una motivazione in più per il futuro e la spinta a dare ancora di più».














