di Maurizio Mazzarella
Taranto si prepara ad accogliere i XX Giochi del Mediterraneo con la consapevolezza di aver compiuto una trasformazione destinata a lasciare il segno. La presentazione ufficiale degli impianti sportivi realizzati per la manifestazione ha riunito istituzioni nazionali e locali, tutte concordi nel definire le nuove infrastrutture un patrimonio che continuerà a vivere ben oltre la conclusione dell’evento.
Ad aprire la conferenza è stato il commissario straordinario Massimo Ferrarese, che ha ripercorso il lavoro svolto negli ultimi anni. «Abbiamo fatto tutto in tempi record, partendo praticamente da zero», ha sottolineato, rivendicando il risultato raggiunto grazie alla collaborazione tra Governo, tecnici e imprese. Il simbolo di questo percorso è il nuovo stadio Erasmo Iacovone, definito «uno degli impianti più belli del Sud Italia», destinato a rappresentare il fiore all’occhiello dell’intero piano infrastrutturale.
Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha evidenziato il valore non solo agonistico, ma anche sociale e geopolitico della manifestazione. L’inaugurazione del 21 agosto, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, promette di essere «uno show che resterà nella memoria». Ma il messaggio più forte riguarda il dopo Giochi: «Adotteremo Taranto», ha assicurato il ministro, ribadendo l’impegno dello Stato nel valorizzare gli impianti e accompagnare la città in un percorso di crescita fondato su sport, inclusione e qualità della vita.
Il sindaco Piero Bitetti ha parlato di una Taranto «bellissima» che, grazie alle nuove opere, potrà mostrarsi al mondo in una veste ancora più moderna e accogliente. «Le strutture realizzate in vista dei Giochi del Mediterraneo rappresentano un’eredità importante per i cittadini e per le future generazioni», ha sottolineato, evidenziando come la manifestazione possa diventare una grande occasione di promozione per il territorio.
Sulla stessa linea il vicepresidente della Regione Puglia Raffaele Piemontese Casilli, che ha definito i Giochi una concreta occasione di riscatto sociale, frutto della costante sinergia tra le istituzioni. «Quando si lavora insieme e con una visione comune si possono realizzare opere importanti che lasceranno un’eredità concreta a Taranto e all’intera Puglia», ha dichiarato.
A guardare oltre l’appuntamento sportivo sono stati anche il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. Il primo ha evidenziato come le nuove strutture potranno consentire a Taranto di ospitare altri grandi eventi internazionali, sottolineando l’importanza che gli impianti continuino a vivere anche dopo la manifestazione.
Fitto, invece, ha rimarcato la capacità di completare gli interventi nel rispetto delle risorse disponibili, elogiando il lavoro della struttura commissariale e delle imprese impegnate nei cantieri. «Questa esperienza conferma la capacità di gestire le risorse pubbliche ottenendo risultati concreti», ha dichiarato.
Il filo conduttore emerso dagli interventi è uno solo: i Giochi del Mediterraneo rappresentano il punto di partenza di una nuova fase per Taranto, chiamata a trasformare questo patrimonio infrastrutturale in un volano stabile di sviluppo economico, sportivo e sociale.














