«Adesso basta». È questo il messaggio lanciato da Renato Vietri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, sul futuro dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie. Al centro della polemica c’è la mancata attivazione di un percorso istituzionale finalizzato a consentire allo scalo ionico di ospitare anche voli commerciali passeggeri di linea.
Secondo quanto riferito da Vietri, dalla interlocuzione avuta con il Ministero dei Trasporti sarebbe emerso che Regione Puglia e Aeroporti di Puglia non avrebbero presentato al Ministero alcuna richiesta né un programma industriale e organizzativo finalizzato alla modifica della classificazione dello scalo prevista dal Piano Nazionale degli Aeroporti.
Una circostanza che il consigliere regionale definisce «gravissima» e che, a suo giudizio, dimostrerebbe l’assenza di un’iniziativa concreta da parte della Regione.
«Sono mesi che sentiamo chi governa la Regione Puglia fare polemica sull’aeroporto di Taranto-Grottaglie per continuare a nascondersi e a non far nulla», sostiene Vietri, ricordando di aver chiesto, subito dopo il proprio insediamento in Consiglio regionale, insieme ad altri consiglieri, un’audizione in Commissione Trasporti per affrontare la questione e sollecitare l’attivazione dei voli civili passeggeri dallo scalo ionico.
Audizione che, secondo quanto denunciato dal consigliere, non sarebbe stata ancora convocata nonostante siano trascorsi mesi.
Nel frattempo, Vietri ha riferito di aver chiesto chiarimenti direttamente al Ministero dei Trasporti. Da Roma, sostiene, sarebbe arrivata la conferma che non sarebbe stata formalizzata alcuna richiesta per avviare l’iter necessario a modificare la classificazione dell’aeroporto di Grottaglie e permetterne l’utilizzo anche per il traffico passeggeri di linea.
«Interessi consolidati attorno a Bari»
La denuncia politica di Vietri si spinge quindi anche sulle possibili ragioni alla base di quello che definisce immobilismo.
«Ormai noi abbiamo compreso come stanno le cose e cosa determina questo immobilismo», afferma il consigliere regionale, secondo il quale attorno all’aeroporto di Bari si sarebbe consolidato nel tempo «un sistema di servizi, attività e interessi economici legati all’indotto aeroportuale».
Per Vietri, l’apertura di un secondo scalo passeggeri nella provincia di Taranto potrebbe incidere su una parte di questi interessi. Un’eventualità che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, non può però rappresentare un ostacolo allo sviluppo del territorio ionico.
«Una Regione non può difendere interessi consolidati sacrificando le opportunità di sviluppo di un intero territorio», sottolinea.
Nuova PEC alla Regione
La battaglia istituzionale, assicura Vietri, proseguirà anche durante la pausa estiva. Il consigliere ha infatti annunciato di aver inviato una nuova PEC alla Regione Puglia per sollecitare la convocazione della riunione dedicata all’aeroporto di Taranto-Grottaglie.
La questione è stata inoltre sottoposta all’attenzione del Presidente del Consiglio regionale, al quale Vietri ha denunciato il ritardo nella convocazione dell’incontro richiesto.
«Non è più accettabile che una richiesta istituzionale rimanga senza risposta per mesi», afferma.
Il tema dell’aeroporto torna così al centro del confronto politico pugliese. Per il territorio ionico, la possibilità di disporre di collegamenti passeggeri regolari rappresenta da anni una delle questioni strategiche legate a mobilità, turismo e sviluppo economico.
«A Taranto non accettiamo più silenzi. Non accettiamo più rinvii», conclude Vietri. «Taranto chiede di volare. Chiede collegamenti, sviluppo, opportunità per le imprese, per il turismo e per i cittadini».
Una posizione netta, dunque, con la quale il consigliere regionale annuncia di voler proseguire la propria iniziativa affinché la richiesta di aprire lo scalo ionico al traffico passeggeri venga affrontata concretamente nelle sedi istituzionali.














