«Una situazione inaccettabile per le imprese locali». È quanto denuncia Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia, intervenendo sulla gestione dei fondi del Just Transition Fund (JTF) destinati al territorio tarantino.
Perrini ha depositato un’interrogazione urgente al presidente della Regione Antonio Decaro e all’assessore allo Sviluppo Economico Eugenio Di Sciascio, chiedendo chiarimenti sui criteri adottati nella gestione delle graduatorie e sulle differenze di trattamento che, secondo il consigliere, penalizzerebbero le imprese della provincia di Taranto.
Al centro della questione ci sono le istanze che, pur avendo ottenuto un determinato punteggio, risultano finanziabili in altre province pugliesi attraverso le risorse dei fondi di coesione, mentre nel Tarantino vengono inserite tra quelle ammissibili ma non finanziabili per mancanza di risorse.
Secondo Perrini, dopo oltre un anno di attesa per l’istruttoria dell’avviso JTF, la situazione merita un intervento immediato. Il consigliere regionale ha analizzato anche i dati relativi ai finanziamenti regionali ordinari Fesr-Fse, evidenziando come delle 40 istanze complessivamente finanziate nella provincia di Taranto, sulle 242 finanziate a livello regionale, 25 siano state coperte proprio dalle risorse specifiche del JTF.
Sottraendo queste ultime, sostiene Perrini, le pratiche tarantine finanziate con risorse ordinarie scenderebbero a 15, con una quota che passerebbe dal 16,53% al 6,91%, relegando secondo il consigliere la provincia di Taranto all’ultimo posto in Puglia, anche dietro la Bat.
Da qui la richiesta di evitare una nuova procedura. Per Perrini sarebbe sufficiente destinare circa 6,5 milioni di euro delle risorse JTF Taranto allo scorrimento della graduatoria, consentendo così di finanziare i progetti già valutati positivamente.
«Sarebbe sufficiente uno stanziamento di circa 6,5 milioni di euro dalle risorse del JTF Taranto – sostiene Perrini – per consentire lo scorrimento della graduatoria e coprire i progetti già valutati idonei».
Il vicepresidente del Consiglio regionale pone inoltre l’attenzione sulla situazione occupazionale dei giovani. Nel suo intervento richiama i dati relativi ai Neet e alla disoccupazione giovanile nella fascia 15-24 anni, sostenendo che le risorse della transizione giusta siano state finora indirizzate soprattutto al ricollocamento dei lavoratori ex Ilva in cassa integrazione, senza prevedere misure specifiche sufficienti per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
Nell’interrogazione viene quindi chiesto alla Giunta regionale di chiarire i criteri tecnici e procedurali utilizzati per l’applicazione della cronologia della graduatoria e le ragioni per cui progetti con lo stesso punteggio possono risultare finanziati in alcune province e non a Taranto.
Perrini chiede inoltre di verificare la coerenza delle procedure con i principi di trasparenza e parità di trattamento, quantificare con precisione le risorse necessarie per lo scorrimento e indicare i tempi previsti per una decisione.
Un ulteriore punto riguarda la destinazione delle risorse JTF ancora disponibili. Il consigliere domanda se siano già state assunte decisioni definitive e, soprattutto, perché si dovrebbe optare per un nuovo avviso invece di procedere direttamente con lo scorrimento delle graduatorie esistenti.
Infine, Perrini sollecita l’inserimento nella programmazione della transizione giusta di misure specifiche di formazione e accompagnamento al lavoro per i giovani tarantini, affinché la riconversione dell’area ionica non riguardi soltanto la ricollocazione dei lavoratori espulsi dai processi industriali, ma diventi anche uno strumento per creare nuove opportunità occupazionali per le giovani generazioni.
La richiesta alla Regione è dunque quella di intervenire rapidamente, facendo chiarezza sulle graduatorie e utilizzando le risorse disponibili per finanziare progetti già ritenuti idonei, evitando secondo Perrini ulteriori procedure che rischierebbero di tradursi in nuovi adempimenti e ulteriori tempi di attesa per le imprese tarantine.














