di Maurizio Corvino
Il giorno più atteso è finalmente arrivato. Da oggi Taranto si lascia alle spalle, almeno per un momento, polemiche, difficoltà e contrapposizioni e accende i riflettori, brillantissimi, dello sport internazionale. La Città dei Due Mari diventa ufficialmente la capitale del Mediterraneo, pronta ad accogliere circa 4.000 atleti provenienti da oltre 30 nazioni, tutti uniti dallo spirito dello sport e della competizione.
La straordinaria partecipazione della comunità tarantina è già stata raccontata dalla grande parata delle associazioni sportive, un’autentica esplosione di colori, entusiasmo e orgoglio che ha attraversato la città coinvolgendo residenti e visitatori. Questa sera, nello stadio Erasmo Iacovone completamente rinnovato, la cerimonia inaugurale sancirà ufficialmente l’inizio dei XX Giochi del Mediterraneo.
Non sarà soltanto l’apertura di una grande manifestazione sportiva. Per Taranto può rappresentare l’inizio di un nuovo modo di guardare alla propria città e al proprio futuro. I numeri diffusi dal Ministero del Turismo, con le strutture ricettive del territorio verso il tutto esaurito, raccontano già l’impatto dell’evento e confermano la capacità di Taranto di attrarre visitatori.
È questa forse la sfida più importante. Dimostrare che una Taranto diversa, capace di andare oltre la monocultura dell’acciaio, non è soltanto un’ambizione ma una possibilità concreta. E farlo proprio in uno dei momenti più delicati della storia recente di questo territorio.
Per due settimane la città dovrà mostrare il suo volto migliore, quello di una terra dalla cultura infinita, che parla attraverso millenni di storia, che profuma di mare e custodisce un patrimonio che ancora oggi non è stato valorizzato fino in fondo. Taranto possiede un mare straordinario, una storia unica e una capacità di accoglienza che rappresenta uno dei suoi patrimoni più preziosi.
Forse per troppo tempo gli stessi tarantini hanno faticato a riconoscere fino in fondo le potenzialità della propria città, condizionati dall’idea che il destino del territorio fosse inevitabilmente legato a un’unica grande industria. Oggi Taranto si trova davanti a un bivio. E la strada da scegliere dipenderà anche dalla capacità di trasformare questa occasione in un punto di partenza.
Lo sport può essere il motore di questa trasformazione. Dallo stadio Erasmo Iacovone rinnovato al nuovo impianto natatorio, passando per le acque del Mar Piccolo e del Mar Grande che ospiteranno le competizioni nautiche, i Giochi offriranno l’occasione di riscoprire e mostrare al mondo la profonda identità marinara e storica della città.
Sarà una vetrina internazionale, ma soprattutto un’occasione per guardare Taranto con occhi diversi. Per esaltare il bello, valorizzare una comunità e raccontare una città che ha voglia di rinascere.
E forse il valore più grande di questi Giochi sarà proprio questo: riuscire, per una volta, a camminare tutti dalla stessa parte, fieri di ciò che Taranto è e di ciò che può ancora diventare.
Che i Giochi abbiano inizio.
Goditeli, Taranto.















