Il 6/7 marzo prossimo si avvierà il campionato di serie B femminile, notoriamente gestito, nelle prima fase, dai Comitato Regionali FIP che, numeri alla mano, hanno un gruppo consistente di società iscritte, per formulare un girone da cui, generalmente, viene incoronato un club da iscrivere ai play off nazionali, una vera e propria lotteria indicante, in conclusione, le squadre promosse e partecipanti alla futura A2.
Lo scorso anno, proprio in coincidenza dell’emergenza Covid – 19, ovvero, ad una giornata dal termine della fase regolare, la Ad Maiora quale club esordiente, nel terzo massimo campionato femminile nazionale, superò l’esame, arrivando, al momento della sospensione, terza, nell’allora girone F, alle spalle di due nobili decadute per motivi diversi, quali la Olimpia Capri Pol. Costanzo Pecoraro e la Polisportiva Battipagliese, quest’ultima “cantera” del Minibasket Battipaglia 1963, club di serie A, sempre di proprietà del patron Rossini.
Era previsto che la stagione 2020 – 21 avrebbe avuto un parto abbastanza travagliato, causa Covid e suoi postumi, che ha fatto slittare l’inizio della serie B femminile, dal fine settimana 30/31 ottobre 2020, al penultimo fine settimana di gennaio (23 – 24), poi i continui DPCM, le ordinanze dei vari Governatori delle Regioni di appartenenza dei club, la distinzione governativa delle Regioni in zone dalle tinte tenui, come il bianco, a quelle accese, quali il rosso, hanno dissuaso la FIP Regionale Campania, a prescindere i vari protocolli sottoscritti tra il Governo e la stessa FIP, sia per gli allenamenti che per il campionato, complice un leggero allentamento del contagio tale da far slittare l’inizio, ufficiale, al primo fine settimana di marzo.
L’Ad Maiora, con una saggia programmazione e con il dovuto silenzio con cui si muove, compiendo le mosse organizzative nonchè tecniche, ha accettato la sfida di questo campionato, più difficile di quello passato, poiché le difficoltà sono state tante, ma la voglia di giovani imprenditori, appassionati di basket, vogliosi di rilanciare il basket in rosa, anche di livello, assente dalla nostra Città da quasi otto anni, ha fatto superare quelle ritrosie che, invece, hanno fatto cadere la testa a club eccellenti e storici.
Dopo la conclusione “anticipata” della scorsa annata, delle dieci partecipanti, la Pink Sport Time Bari, la Juve Caserta Academy e la Free Basketball Scafati, hanno alzato bandiera bianca ed hanno rinunciato alla B, con la possibilità di ripartire dalla massima serie regionale (la C), sicuramente a costi più accessibili, oneri contenuti (tasse gare, spese di trasferimento, vitto, alloggio, rimborsi, palestre, forniture, ecc.), in considerazione dei tragitti minori da compiere, comunque in un ambito regionale.
Successivamente, a completamento dell’originale format, con dieci partecipanti, dalla Puglia si iscriveva il Basket Academy Brindisi, il quale, immediatamente dopo alcune settimane, ritirava la sua iscrizione; dalla Campania si iscriveva la neonata formazione del Benevento, club nato dall’accordo delle due storiche società del capoluogo sannita e dalla provincia di Napoli si aveva la partecipazione del Cercola, club partenopeo, partecipante alla serie C della FIP Campania con due formazioni.
Il Catanzaro, orfano del campionato di B organizzato dalla FIP Sicilia, decideva di aggregarsi alla Campania, vista, come già detto, l’impossibilità di trovare il numero di partecipanti minimo, tra le due regioni (Sicilia e Calabria), disposte ad investire tante risorse economiche per l’evento agonistico 2020 – 21.
La situazione di settembre – ottobre 2020, causa lo scivolamento dell’inizio, stabilito come noto al prossimo 6/7 marzo, ha fatto recedere altri due club, su possibilità prevista dalla FIP ad altri due club di ripartire, se possibile, dalla serie C, ovvero la rinuncia del Benevento, a cui si associava quella della storica società di Castellammare di Stabia (fino a qualche anno fa partecipante alla serie A2), chiudendo, definitivamente, il format ad otto partecipanti.
Chiaramente la difficoltà del Comitato Regionale rimane quella della formula, ovvero, a parte la disputa di un girone unico con gare di andata e ritorno (per complessive 14 gare), ancora non si conoscono quali siano poi i successivi sviluppi, in tema di promozioni o meglio classificazioni agli spareggi, eventuali, in A2, come si ignora quali siano i criteri e le modalità, oltre al numero, delle eventuali retrocessioni (anche se due club si sono già auto retrocessi, rinunciando alla serie B, dopo l’iscrizione al campionato, fatta nel mese di settembre).
Insomma si partirà per questa nuova avventura, per il giovane club rossoblu, con la convinzione e la speranza di un ritorno alla quasi normalità ed alla quotidianità, anche nello sport, per evitare di essere “ingabbiati” e portati alla quasi alienazione in questo contesto duro, difficile, in cui l’emergenza sanitaria, spesso, se non quasi sempre, ha tarpato le ali anche ad uno sport, come il basket, che libero, consente il confronto diretto, di contatto, con l’avversario, rappresentante il sale dell’agonismo, ingrediente necessario per poter superare gli antagonisti, alla fine anche per un’incollatura.
A questo punto, nell’imminenza dell’avvio della stagione 2020 – 21, l’augurio è che si possa tornare a parlare di basket, di palla a spicchi, di vittorie, di sconfitte, di tutto quanto possa ruotare attorno al basket, ora “mutilato”, per l’ormai lunga assenza del pubblico e che limita anche le gioie, le palpitazioni, le passioni, i “campanili”, i colori, le maglie, le magie del gioco che, percepite dagli schermi, non possono essere assolutamente paragonabili alla presenza sugli spalti di un palazzetto, di una palestra, con il vociare dell’incitamento, spinta estrinseca per tutti i presenti e partecipanti all’evento.
A tutti gli sportivi, appassionati, tifosi, giovani, meno giovani, famiglie, coloro che si accosteranno, anche solo per curiosità al basket, possiamo augurare un sereno campionato, nella speranza che il Covid -19, lo abbandoni e consenta di poterlo, oltre che iniziarlo, concludere in modo certo e naturale.
Fabrizio Di Leo














