I termini per iscrivere l’Ad Maiora Basket Taranto al prossimo campionato di Serie B Femminile a carattere nazionale sono ufficialmente scaduti. Muore per la seconda volta nella sua storia il basket femminile nella città di Taranto. Eppure la storia di questo sport con il Cras in passato ha portato alla vittoria anche di scudetti e trofei, ma ciò non è bastato d’insegnamento.
Qualche anno fa era partito il progetto Ad Maiora Taranto, con la vittoria anche di un campionato dalla Serie C alla Serie B. Si sono susseguiti nel proseguo anche due terzi posti consecutivi, il che faceva indurre anche alla possibilità di un grande salto, viste le solide base tecniche in cui la squadra si assestava ormai da diversi mesi.
Erano diversi i segnali che hanno fatto indurre a ciò nella scorsa stagione, come la vittoria interna contro Salerno e tante buone prove esterne, perché in casa la squadra di Palagiano era un carro armato. Tanti erano i talenti in rosa, come l’astro nascente Armenti, la fuoriclasse Berardi, la carismatica Lacitignola e via discorrendo.
A questa società si sono avvicinate realtà importanti nel tempo, come la Fondazione Taranto 25 e poi c’era la presenza costante di un membro della giunta comunale nel corso dei match interni, che portavano a pensare che la vicinanza della politica ionica a questa realtà avrebbe consentito a questo cuore di battere per ancora molto tempo.
Non è stato così. La società ha lanciato un appello agli inizi di luglio. Un appello che non è stato percepito. Nessuno ha fatto “rumore”, si è sentito solo un silenzio assordante. E’ vero il basket femminile probabilmente non fa tendenza, probabilmente non da la visibilità che donano gli altri sport, ma in questa città ha una tradizione che andava rispettata.
E questo silenzio resterà assordante. Perché nonostante i nostri appelli, nessuno li ascolterà, perché probabilmente a nessuno interessa ascoltarli. Ed è un vero peccato, perché in un periodo dove si parla sempre dei Giochi del Mediterraneo, non far morire questa realtà era praticamente d’obbligo.
Maurizio Mazzarella













