L’aeroporto Marcello Arlotta di Grottaglie torna al centro del dibattito sul futuro della provincia di Taranto. L’apertura dello scalo ai voli commerciali e passeggeri viene indicata come una priorità per il territorio e come una possibile leva di sviluppo, in una fase particolarmente delicata per l’economia jonica.
A rilanciare la questione è il consigliere regionale Mino Borraccino, che si associa alla posizione espressa dal sindaco di Taranto, Piero Bitetti, favorevole all’apertura dell’aeroporto di Grottaglie ai voli commerciali. Per Borraccino, lo scalo rappresenta un’infrastruttura strategica che potrebbe rafforzare la mobilità dell’intera area jonica senza penalizzare l’aeroporto di Brindisi.
La collocazione geografica dell’Arlotta, secondo il consigliere regionale, consentirebbe inoltre di migliorare i collegamenti con territori oggi sprovvisti di infrastrutture aeroportuali adeguate e di creare un punto di connessione tra diverse regioni del Mezzogiorno.
Sul tema, Borraccino riferisce di un lavoro condiviso con gli altri consiglieri regionali della provincia di Taranto, indicati come favorevoli all’attivazione dei voli commerciali. Un percorso che, sottolinea, va avanti da anni e che ha visto tra i suoi sostenitori anche l’ex presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, con l’inserimento dell’apertura dello scalo tra le priorità del Piano Strategico per Taranto.
Nel frattempo, negli ultimi anni sono stati realizzati diversi interventi infrastrutturali sull’aeroporto. Tra questi il rifacimento della pista di rullaggio, l’ampliamento del piazzale di sosta degli aeromobili, il rifacimento degli hangar, la realizzazione della bretella di collegamento tra l’aerostazione e la statale Taranto-Brindisi e il completo rifacimento del terminal passeggeri.
Proprio per il terminal, Borraccino rivendica lo stanziamento di 9 milioni di euro messo a disposizione nel 2019, quando ricopriva l’incarico di assessore regionale allo Sviluppo economico. Un altro passaggio significativo è stato rappresentato dall’Open Day dello scorso 3 giugno, dedicato al nuovo Terminal Passeggeri dell’Arlotta, interpretato come un ulteriore passo verso l’attivazione dei voli passeggeri.
«La provincia jonica non sarà mai abbandonata», è il messaggio rilanciato da Borraccino, che richiama anche il lavoro svolto dall’allora presidente Michele Emiliano e dal presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile. Secondo il consigliere regionale, sarebbe ora necessario raccogliere i risultati degli investimenti effettuati e completare il percorso con l’attivazione dei collegamenti.
Sul futuro dello scalo si registra anche il pressing del mondo economico. Casartigiani Taranto chiede infatti chiarezza e trasparenza a Governo, Regione Puglia, enti locali e Aeroporti di Puglia, sollecitando un confronto con le rappresentanze economiche e sociali del territorio.
Per l’associazione degli artigiani, l’apertura ai voli civili potrebbe rappresentare una risposta concreta alla crisi economica e occupazionale che interessa Taranto e la sua provincia, aggravata dalle difficoltà legate all’ex Ilva e alle ricadute sull’indotto.
«La crisi dell’ex Ilva rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba sociale per Taranto e per l’intera provincia – dichiara Stefano Castronuovo, coordinatore regionale di Casartigiani Puglia –. Migliaia di lavoratori, famiglie e imprese dell’indotto vivono una condizione di profonda incertezza. Di fronte a questo scenario, Governo e Regione hanno il dovere di offrire al territorio segnali tangibili di sviluppo e nuove opportunità economiche».
Casartigiani considera quindi l’Arlotta una componente di una strategia più ampia di diversificazione dell’economia jonica. La piena operatività dello scalo, secondo l’associazione, potrebbe favorire il turismo, migliorare i collegamenti, sostenere le attività commerciali e artigiane, attrarre investimenti e aumentare la competitività del territorio.
«Taranto non può continuare a essere penalizzata nelle infrastrutture e nei collegamenti – prosegue Castronuovo –. Non è più accettabile assistere al consueto scaricabarile tra competenze nazionali e regionali. Le istituzioni si siedano allo stesso tavolo, definiscano tempi certi e adottino tutti gli atti necessari per consentire l’avvio dei voli passeggeri».
Il percorso, tuttavia, coinvolge diversi livelli istituzionali. Come ricordato da Borraccino, le decisioni sull’attivazione dei voli non dipendono esclusivamente dalla volontà di Aeroporti di Puglia e della Regione, ma richiedono anche il coinvolgimento dell’Enac e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
È in questo quadro che viene riferita una interlocuzione con il nuovo presidente della Giunta regionale, finalizzata a definire gli ultimi passaggi necessari. L’obiettivo indicato è costruire una sinergia tra istituzioni regionali e nazionali, Aeroporti di Puglia e territorio.
Dopo anni di interventi infrastrutturali e di confronto sul futuro dell’Arlotta, la richiesta che arriva dalla provincia di Taranto è dunque quella di passare alla fase operativa. Per Borraccino e Casartigiani, l’aeroporto di Grottaglie può assumere un ruolo centrale nella mobilità e nella strategia di rilancio dell’area jonica. Ora il tema è definire tempi, procedure e condizioni per trasformare questa prospettiva nell’attivazione concreta dei voli passeggeri.















