Il 10 gennaio, alle prime luci dell’alba, i militari della Compagnia Carabinieri di Taranto hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di tre cittadini tarantini, di età compresa tra i 18 e i 33 anni, presunti responsabili, a vario titolo, del reato di tentato omicidio in concorso.
Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto e condotta con elevata professionalità dai Carabinieri del NORM – Sezione Operativa della Compagnia di Taranto. Le indagini sono state avviate a seguito di una brutale aggressione ai danni di un quarantenne tarantino, verificatasi la sera del 20 dicembre scorso nei pressi della stazione ferroviaria, in zona Porto.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo, mentre passeggiava con la compagna, sarebbe stato affiancato da due giovani a bordo di uno scooter che, dapprima, lo avrebbero insultato e, successivamente, aggredito colpendolo con calci e pugni. I due si sarebbero poi allontanati per fare ritorno sul luogo dell’aggressione insieme ad altri soggetti. La vittima, che nel frattempo aveva tentato di nascondersi dietro alcune autovetture, sarebbe stata nuovamente raggiunta e colpita con un’arma da taglio.
L’evento letale non si è verificato per cause indipendenti dalla volontà degli aggressori, poiché il ferito è stato immediatamente soccorso dal personale del 118 e trasportato presso l’ospedale “SS. Annunziata” di Taranto, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. L’uomo ha riportato gravi lesioni traumatiche, numerose ferite da percosse e da arma da taglio, rimanendo in prognosi riservata per diversi giorni.
Le indagini, avviate nell’immediatezza dei fatti e sviluppate attraverso accurate attività di ricostruzione, riscontri testimoniali e approfondimenti investigativi, avevano già consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di uno dei presunti responsabili, un ventottenne, nei cui confronti il Pubblico Ministero aveva emesso un decreto di fermo, eseguito in data 22 dicembre 2025.
Nel prosieguo dell’attività investigativa, l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle aree limitrofe al luogo dell’evento criminoso ha permesso non solo di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, ma anche di identificare tutti gli autori dell’aggressione e i rispettivi ruoli nelle diverse fasi.
L’operazione conferma ancora una volta il costante e incisivo impegno dell’Arma dei Carabinieri, in piena sinergia con la locale Autorità Giudiziaria, nel contrasto ai reati di grave allarme sociale, a tutela dell’incolumità dei cittadini e della sicurezza del territorio.
Si precisa che il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, fino a sentenza definitiva di condanna, per gli indagati vige il principio della presunzione di innocenza.













