Due aggressioni contro il personale del 118, in meno di ventiquattro ore, scuotono la provincia di Taranto. Prima nel quartiere Paolo VI del capoluogo, poi a Palagiano, due episodi gravi che segnalano un malessere profondo e un clima sempre più ostile verso chi, invece, dovrebbe essere rispettato e protetto.
La UISP Taranto esprime la propria piena solidarietà agli operatori sanitari coinvolti e, con loro, a tutto il mondo del soccorso, dell’assistenza e del volontariato.
«Non possiamo più restare in silenzio», dichiara Luca Augenti, presidente della UISP Taranto. «Le condizioni in cui operano quotidianamente medici, infermieri, autisti soccorritori e volontari sono devastanti. Questi episodi non sono isolati, ma rappresentano la punta di un iceberg fatto di stanchezza, abbandono istituzionale e solitudine operativa. È tempo di dirlo con chiarezza: il rispetto e la tutela di chi soccorre non sono più rinviabili».
La violenza, sia fisica che verbale, contro chi interviene in situazioni di emergenza è l’indicatore più grave, ma non l’unico, di una deriva civile e culturale. Il personale sanitario, infatti, lavora spesso in condizioni esattamente opposte a quelle che una società giusta dovrebbe garantire: turni estenuanti, mezzi insufficienti, scarso riconoscimento pubblico e vulnerabilità psicologica.
La UISP, da sempre impegnata nella promozione dello sport come strumento di salute, educazione e cittadinanza attiva, sente il dovere di schierarsi accanto a questi professionisti e volontari. A loro va tutta la solidarietà, così come all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto, partner affidabile e costruttivo di molte iniziative sui temi della salute pubblica e dell’inclusione.
«Lo sport ci insegna il rispetto delle regole, la forza del gioco di squadra e la cultura dell’aiuto reciproco», prosegue Augenti. «Oggi più che mai dobbiamo portare questi valori nella società e affermare con forza che chi salva vite non può e non deve essere messo in pericolo. Mai».
La UISP Taranto si impegna a continuare a dare voce a queste istanze, proponendosi come presidio attivo per una cultura del civismo, del rispetto e della solidarietà, e rilanciando l’urgenza di investire seriamente in sicurezza, formazione e dignità per chi ogni giorno difende la nostra salute.














