RASSEGNA STAMPA DEL 29 AGOSTO 2023 – CORRIERE DELLO SPORT
di Giuseppe Di Cera
Il quarto anno consecutivo in maglia rossoblu ha lo stesso valore di una medaglia da appuntare al petto.
Aimone Alletti, centrale della Gioiella Prisma Taranto, è pronto a mostrarla con fierezza assieme ai più che probabili gradi di capitano. Il classe 1988, originario di Codogno, è il giocatore più anziano della Gioiella Prisma Taranto e in questa stagione raccoglierà l’eredità di Marco Falaschi, nel frattempo volato a Padova. Sarà dunque lui a guidare la squadra ionica in un campionato che si annuncia avvincente e nel quale Taranto vorrebbe ritagliarsi la sua fetta di gloria.
Alletti, sotto quale luce inizierà questo terza consecutiva avventura di Taranto nella massima serie?
«Terza in Superlega, ma quarta per me che sono arrivato a Taranto quando la società è ripartita dalla A2. Questo è per un grande orgoglio. Vorrei dirlo subito: nel nostro gruppo c’è grande entusiasmo. Si avverte nell’aria questa voglia di iniziare e di lavorare bene. Sono molto fiducioso sulla forza di questo gruppo».
L’entusiasmo di cul parla, deriva dalla consapevolezza che la squadra sia stata costruita per disputare un campionato di spessore?
«Tra di noi ce lo siamo ripetuto: l’obiettivo primario rimane la salvezza e deve bastare per farci allenare con la voglia e la cattiveria giusta. Ci siamo anche detti che se durante la stagione i risultati dovessero essere favorevoli, allora penseremmo ad altro. Adesso, a campionato non ancora iniziato, non possiamo che guardare alla salvezza, il nostro obiettivo minimo e che tutti vogliamo fortemente. Testa bassa e lavorare con umiltà: questa dovrà essere la colonna sonora che ci accompagnerà durante la stagione».
Cosa significa per lei essere la vecchia guardia della Gioiella Prisma Taranto?
«Significa essere un esempio per i più giovani, ma anche colui che dovrà spronare maggiormente l’intero gruppo, cercando di essere seguito. Soprattutto durante gli allenamenti. Non dimentichiamo che quanto succede in partita è specchio di quanto accade in settimana. Questo è un messaggio che i più giovani del gruppo devono recepire sin dal primo istante».
Così come quando ci si conosce per la prima volta dopo una stretta di mano, lei guardando negli occhi i suoi compagni cosa ha visto?
«Ho visto dei bravi ragazzi, molto motivati con grande voglia di dimostrare tutto il proprio valore. Soprattutto tutti hanno capito che sarà fondamentale mettersi a disposizione della squadra e per me questo è un atteggiamento fondamentale. Il tempo per crescere e migliorare non mancherà, ma non possiamo prescindere dalla capacità di diventare subito una squadra».
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