Lo Zeus di Ugento torna a casa. Dopo aver rappresentato l’Italia e il patrimonio della Magna Grecia in una prestigiosa esposizione internazionale ospitata dal Museo dell’Acropoli di Atene, il celebre bronzo torna al Museo archeologico nazionale di Taranto (MArTA), dove sarà nuovamente protagonista di un appuntamento dedicato alla cultura, all’archeologia e al dialogo tra le diverse sponde del Mediterraneo.
Il ritorno dell’opera coincide con la presentazione del “Premio Zeus – Premio internazionale di Archeologia della città di Ugento”, in programma venerdì 11 settembre alle ore 10, davanti alla statua di Zeus, nella Sala I al secondo piano del MArTA.
Un appuntamento che rinnova una collaborazione ormai consolidata tra il museo tarantino e la città di Ugento, impegnati da tre anni nella promozione dei valori culturali e identitari della Puglia e del Salento.
Il simbolo di un legame antico
La scelta di presentare il Premio proprio davanti allo Zeus non è casuale. La statua rappresenta infatti uno dei più importanti capolavori della bronzistica tardo-arcaica e costituisce un autentico ponte tra le vicende della Magna Grecia e la storia delle popolazioni messapiche.
Il bronzo fu ritrovato a Ugento nel 1961 e viene attribuito a un atelier tarantino, con una datazione intorno al 530 a.C..
Un’opera che racconta dunque una storia di scambi, contaminazioni e relazioni culturali che attraversano i secoli e che oggi, attraverso iniziative come il Premio Zeus, tornano a rappresentare un elemento di dialogo tra territori.
Falzone: «Un dialogo tra le sponde del Mediterraneo»
A sottolineare il valore della collaborazione è la direttrice del MArTA, Stella Falzone, che evidenzia il rapporto costruito negli ultimi anni con il Premio e con l’amministrazione comunale di Ugento.
«È un legame che il MArTA rinnova di anno in anno con il Premio e con l’amministrazione comunale di Ugento», sottolinea Falzone, evidenziando la piena sintonia con lo spirito dell’iniziativa e con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale di questa parte del Paese.
Il ritorno dello Zeus assume inoltre un significato particolare dopo la sua partecipazione alla mostra internazionale di Atene.
L’opera è stata infatti inserita tra i 38 capolavori scelti dal Ministero della Cultura per la mostra “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”, allestita presso il Museo dell’Acropoli.
«Ancora una volta – osserva Falzone – testimonia il valore del dialogo e della interazione culturale tra le diverse sponde del Mediterraneo», in un ideale collegamento tra l’antica colonia spartana di Taranto e le popolazioni messapiche.
Premio Zeus, la cultura che diventa relazione
La conferenza stampa di venerdì sarà anche l’occasione per presentare le novità dell’edizione 2026 del Premio Zeus, iniziativa dedicata a coloro che si sono distinti, in Italia e all’estero, nelle attività di studio, ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico.
Un riconoscimento che negli anni ha assunto una dimensione sempre più internazionale e che punta non soltanto a premiare il lavoro degli specialisti, ma anche a costruire relazioni culturali capaci di valorizzare i territori.
Alla presentazione interverranno, oltre alla direttrice del MArTA Stella Falzone, gli ideatori e i rappresentanti delle realtà coinvolte nell’organizzazione dell’iniziativa.
Saranno presenti Laura Scorrano, di Ura Teatro e direttrice artistica della serata evento del 12 settembre, Loredana Gianfrate della cooperativa Imago, l’assessore alla Cultura e vicesindaco del Comune di Ugento Chiara Congedi e Massimo Lecci, oltre al sindaco di Ugento Salvatore Chiga.
Dalla mostra di Atene al ritorno a Taranto
Il momento centrale della conferenza sarà inevitabilmente il ritorno dello Zeus nella sua sede abituale.
Da giugno alla fine di agosto, infatti, il bronzo ha lasciato Taranto per essere esposto ad Atene, all’interno di una mostra che ha offerto al pubblico internazionale una selezione di importanti testimonianze dell’arte greca e della cultura italiana.
La presenza dello Zeus in Grecia ha rappresentato un’occasione significativa per riportare all’attenzione internazionale una delle testimonianze più importanti della storia della Magna Grecia.
Ora il viaggio si conclude e l’opera torna al MArTA, proprio nel momento in cui Ugento si prepara a celebrare il Premio che porta il suo nome.
Congedi: «Ugento non solo turismo balneare»
Il valore culturale e strategico dell’iniziativa viene ribadito da Chiara Congedi, assessore alla Cultura del Comune di Ugento.
«La statuetta bronzea, inserita nei 38 capolavori che il MIC ha voluto proporre nella mostra “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca” nel Museo dell’Acropoli di Atene è diventata così il simbolo di una città e della sua eredità culturale», sottolinea Congedi.
Un’eredità che, attraverso il Premio Zeus, Ugento intende trasformare in una leva di promozione territoriale.
L’obiettivo è superare l’immagine della città esclusivamente legata al turismo balneare, valorizzandone invece la dimensione archeologica e culturale.
«Il Premio Zeus non solo valorizza il lavoro di chi dedica la sua vita all’archeologia – aggiunge Congedi – ma prova a creare relazioni che siano in grado di valorizzare il territorio d’Ugento, non più soltanto come un importante centro di turismo balneare, ma anche come rilevante luogo di testimonianza archeologica e culturale per tutto il Mediterraneo».
Una storia che continua
Il ritorno dello Zeus a Taranto rappresenta dunque molto più della conclusione di una trasferta espositiva.
È il ritorno di un simbolo capace di raccontare una storia millenaria fatta di popoli, commerci, culture e contaminazioni. Una storia che unisce Taranto, Ugento, la Magna Grecia e il Mediterraneo e che oggi trova una nuova forma attraverso la collaborazione tra istituzioni culturali e amministrazioni locali.
Venerdì 11 settembre, davanti al bronzo di Zeus, quella storia tornerà idealmente a prendere forma. E il Premio Zeus si prepara a diventare ancora una volta uno degli strumenti attraverso i quali il patrimonio archeologico pugliese può uscire dai confini del territorio e trasformarsi in un linguaggio universale di cultura e dialogo.














