Nella stagione 1987/88 la crisi economica colpisce ulteriormente il Taranto del patron Fasano che si appresta a disputare un altro campionato cadetto. Nell’annata appena conclusa i rossoblu sono riusciti a salvarsi solo grazie agli spareggi vinti a Napoli, ma nonostante le chiare mancanze nell’organico, in fase di mercato gli ionici vengono ulteriormente indeboliti dalla “drammatica” cessione di Pietro Maiellaro agli acerrimi nemici baresi. L’operazione viene aspramente criticata dalla piazza che seppur comprendendo i motivi economici che hanno portato a tale decisione, non riescono a spiegarsi come mai il proprio ex pupillo sia stato ceduto agli odiati cugini che stando alle voci di corridoio, hanno formulato un’offerta minore rispetto alle altre interessate, Roma in primis.
Le aspettative sono molto basse e ci si attende un altro anno di sofferenze nella speranza di una salvezza, anche all’ultima giornata. Il ritiro estivo parte agli ordini di mister Giagnoni, noto per aver battuto nella stagione precedente, sulla panchina del Cagliari, nientemeno che la Juve di Platini nei quarti di Coppa Italia. Il tecnico sardo, però, nel bel mezzo del ritiro decide di rinunciare all’incarico lasciando una squadra orfana e sempre più demoralizzata. Nella mattinata successiva viene presentato il nuovo mister, Antonio Pasinato, reduce da un quinto posto in Serie C1 sulla panchina del Monza. L’inizio di stagione purtroppo rispetta i pronostici ed i rossoblu collezionano sei pareggi e quattro sconfitte nelle prime dieci giornate.
La prima vittoria (1-0 contro il Messina) giunge addirittura all’undicesima giornata, sette giorni dopo la sconfitta per 1-0 nel derby contro i galletti e la strada verso la salvezza sembra essere in una ripidissima salita. Nel girone di ritorno, però, gli uomini di Pasinato riescono a carburare lentamente: il pareggio per 2-2 nell’altro derby, quello del “Via del Mare”, permette al Taranto di essere per la prima volta in stagione in zona salvezza e sembra vedersi la fantomatica luce in fondo al tunnel. Il 17 aprile il Taranto è chiamato a vendicarsi nel ritorno del derby contro il Bari, dopo la sconfitta al “della Vittoria”. Per l’occasione mister Pasinato schiera: Spagnulo, Biondo, Gridelli, Chierici, Serra, Picci, Paolucci, Roselli, De Vitis, Donatelli e Dalla Costa.
Risponde Catuzzi scegliendo Mannini, Loseto, De Trizio, Carrera, Terracenere, Cucchi , Lupo, Maiellaro, Rideout, Cowans e Perrone. Nella prima frazione di gioco è il Taranto a condurre le danze, facendo capire agli avversari di non avere timori reverenziali nonostante il distacco in classifica. Dopo dieci minuti è Donatelli con una pregevole sventola al volo di sinistro ad impegnare severamente Mannini, che deve rifugiarsi in corner. Qualche minuto dopo Roselli crossa in maniera errata, ma il suo tocco diventa un’insidiosa palombella che va a colpire la parte alta della traversa facendo correre un brivido lungo la schiena dei Baresi. Nella ripresa gli ospiti partono subito forte e dopo soli cinque minuti una fucilata di Loseto direttamente da calcio piazzato batte Spagnulo che non riesce neanche a muoversi per avventarsi sul pallone.
Il Taranto non accusa il colpo, anzi reagisce trovando prontamente il pareggio: al 59′ De Vitis compie un gesto che solo un fuoriclasse come lui è capace di fare, concludendo con una plastica rovesciata da “album Panini” una respinta corta di Mannini. Il bomber leccese corre ad esultare verso i propri tifosi che ancora si stropicciano gli occhi, non credendo a ciò che hanno appena visto. Un gesto tecnico non solo tra i più belli mai visti allo “Iacovone”, ma anche importantissimo per la classifica e per le sorti del sentitissimo derby. La partita ormai iperattiva, vive di fiammate da una parte all’altra del campo, con gli schemi ormai saltati e le due squadre che tentano rabbiosamente di regalare ai propri tifosi la tanto agognata vittoria. Dodici minuti più tardi arriva la seconda doccia gelata per i tifosi rossoblu, giunti come al solito in massa allo “Iacovone”: lancio millimetrico per Rideout che rientra sul destro e batte sul primo palo Spagnulo con una potente conclusione.
Scoramento sugli spalti, con i supporters ionici ormai rassegnati a perdere contro una squadra ben più attrezzata, che tenta la promozione in A. I rossoblu, però, non hanno intenzione di dare un dispiacere così grande al proprio pubblico e si gettano a capofitto alla ricerca di un insperato pareggio. Il gol non si fa attendere e passano solo trecentosessanta secondi quando Paolucci mette in mezzo un preciso cross che Gridelli insacca con una meravigliosa girata al volo. Due gol da cineteca, belli quanto importanti, regalano al Taranto un punto preziosissimo per la classifica ma soprattutto per il morale. I tifosi sono in assoluta estasi sia per non aver perso contro gli odiati cugini più attrezzati, sia per averli bloccati nella corsa promozione che a causa di questo risultato è ormai compromessa. Il Taranto invece è sempre più proiettato verso la salvezza che grazie al bomber Totò De Vitis da sogno potrà diventare realtà.
Gabriele Campa














