L’Apice continua a vivere il suo momento magico e, dopo la storica qualificazione alle fasi nazionali dei play off, l’entusiasmo in città cresce giorno dopo giorno. Ospite della trasmissione “Fuorigioco: Il calcio di casa nostra”, Duilio Evangelista ha raccontato emozioni, sacrifici e ambizioni della squadra in vista della semifinale contro il Taranto.
“Alla fine ce l’abbiamo fatta”, ha dichiarato il calciatore con soddisfazione. “Abbiamo lavorato tantissimo per raggiungere questo traguardo. Tutto è nato giorno dopo giorno, durante gli allenamenti, preparando ogni dettaglio insieme al mister. Per questo vedere la tribuna piena è stata un’emozione enorme, qualcosa che non provavo da tanto tempo”.
Evangelista ha sottolineato come il gruppo abbia costruito il proprio percorso fin dall’estate, quando nello spogliatoio si iniziò a percepire la possibilità di fare qualcosa di importante. “Dal 28 luglio, guardandoci negli occhi, avevamo capito che c’erano le basi per costruire una stagione speciale. All’inizio forse siamo stati sottovalutati e molte squadre non ci affrontavano con il giusto rispetto. Poi, partita dopo partita, vedendo le nostre qualità, gli avversari hanno iniziato davvero a temerci”.
Grande merito, secondo il centrocampista, va alla società e allo staff tecnico. “Il direttore e il mister sono stati fondamentali. Hanno scelto prima gli uomini giusti e poi i calciatori, trasmettendoci idee chiare e una mentalità precisa. Tutti si sono messi a disposizione dal primo giorno e il risultato è frutto di questo lavoro collettivo”.
Guardando alla doppia sfida contro il Taranto, Evangelista non nasconde il valore dell’avversario, ma allo stesso tempo ribadisce la consapevolezza acquisita dall’Apice nel corso della stagione. “Il Taranto è stato costruito per vincere il campionato, ma il calcio insegna che non sempre le cose vanno come previsto. Noi abbiamo capito di poter competere con chiunque e che tutto dipende soprattutto da noi”.
Il giocatore ha poi evidenziato un aspetto curioso del cammino stagionale della squadra: “Paradossalmente abbiamo avuto più difficoltà contro le squadre di bassa classifica che contro quelle di vertice. A Taranto andremo con grande umiltà e massimo rispetto per una piazza che merita categorie superiori, ma sappiamo anche di non essere inferiori. Se siamo arrivati fin qui è perché ce lo siamo meritato”.
Infine, uno sguardo all’approccio tattico per la semifinale, con un riferimento diretto al lavoro dell’allenatore. “La teoria dice che una sfida si gioca su 180 minuti, ma con il mister tutto può cambiare perché studia continuamente e ogni giorno trova nuove soluzioni. Noi dobbiamo solo farci trovare pronti. Una cosa però è certa: non andremo a Taranto per difenderci e basta. Questa squadra ha sempre cercato di fare la partita, mantenere il possesso e creare occasioni. La nostra identità non cambierà”.














