La Puglia chiude il 2025 con 373.787 imprese registrate e un saldo positivo di 4.292 unità. Rispetto all’anno precedente, il tasso di crescita si attesta all’1,15%, superiore alla media nazionale dello 0,96%. È quanto emerge dai dati elaborati da Unioncamere–InfoCamere, sulla base del Registro delle Imprese, aggiornato al 31 dicembre 2025.
I numeri mostrano un comparto artigiano in moderata ripresa, nonostante la persistente pressione dovuta all’aumento dei costi, alle difficoltà di accesso al credito e alla riduzione dei margini, soprattutto nelle filiere più tradizionali – manifattura, autoriparazione e piccole costruzioni.
Tuttavia, ampliando l’orizzonte temporale agli ultimi dieci anni, emerge un dato che desta particolare preoccupazione: secondo le elaborazioni su dati Unioncamere–Movimprese, la Puglia ha perso oltre 6.000 imprese artigiane individuali nell’ultimo decennio, con una contrazione complessiva del 9,1%. Un’emorragia che ha colpito in modo particolare le attività manifatturiere tradizionali, le micro-botteghe e i mestieri storici. Crescono, invece, seppur in misura ancora insufficiente, le imprese più strutturate, le società di capitali artigiane e le attività nei servizi.
«I dati aggiornati a dicembre 2025 – afferma Stefano Castronuovo, coordinatore regionale di Casartigiani Puglia – ci dicono che l’artigianato non è un settore in via di estinzione, ma un mondo che resiste, si trasforma e chiede strumenti adeguati. Ciò che invece ci destabilizza è quanto accaduto negli ultimi dieci anni, durante i quali la Puglia ha perso oltre 6.000 imprese artigiane. È un dato allarmante che deve far riflettere le istituzioni: soffrono soprattutto le imprese individuali, schiacciate da costi, burocrazia, concorrenza e mancanza di ricambio generazionale».
Le dinamiche provinciali
Nel dettaglio del 2025, pur a fronte di una tenuta complessiva del comparto, emergono forti divergenze territoriali.
Bari si conferma la provincia guida per numero di imprese e per peso dell’artigianato sul totale regionale. Le dinamiche mostrano un saldo imprenditoriale positivo, superiore alla media pugliese anche nei trimestri intermedi. Buona la performance delle costruzioni artigiane (edilizia, impiantistica, finiture), che restano motore di crescita, così come l’espansione dei servizi alle imprese e professionali, comprese piccole realtà artigiane digitali e dei servizi tecnici. Persistono, tuttavia, criticità in alcune nicchie della manifattura tradizionale (tessile, legno-arredo, piccola metalmeccanica), strette tra aumento dei costi e concorrenza sui prezzi. Per Casartigiani Puglia, Bari rappresenta il baricentro dell’artigianato regionale, ma servono investimenti mirati in innovazione, transizione digitale e ricambio generazionale per evitare una crescita concentrata in pochi segmenti “forti”.
Nel Salento, l’artigianato appare dinamico, con una forte presenza di microimprese nei servizi alla persona, nel turismo, nella ristorazione e nelle produzioni tipiche. Le analisi camerali e i dataset territoriali mostrano un tessuto diffuso e specializzato per settore e per comune. Nel 2025 il saldo resta complessivamente positivo, sostenuto dai servizi e dal turismo, mentre il comparto casa continua a svolgere un ruolo centrale. Permangono, però, criticità per la piccola manifattura tradizionale e per parte del commercio artigiano nei centri minori. La sfida, secondo Casartigiani Puglia, è trasformare una crescita spesso stagionale in percorsi strutturali, puntando su formazione, certificazioni di qualità, internazionalizzazione e integrazione tra artigianato, cultura e turismo.
Brindisi presenta un tessuto artigiano più sbilanciato su costruzioni, manutenzioni, impiantistica e attività connesse al porto, alla logistica e ai servizi energetici. Nel 2025 il saldo è positivo, con un trend particolarmente vivace nell’edilizia e nei servizi al comparto energetico. Restano invece fragili le microimprese del commercio artigiano e alcune lavorazioni tradizionali, che faticano ad agganciarsi alle grandi filiere. Per Casartigiani Puglia è necessario coniugare l’artigianato locale alla transizione energetica e alla logistica avanzata, valorizzando le competenze diffuse.
Nella BAT, la crescita è più contenuta, ma permane una forte concentrazione di imprese manifatturiere nei settori moda, calzature, legno-arredo e meccanica leggera, in controtendenza rispetto al dato nazionale. Movimprese registra una crescita dei servizi artigiani di supporto alle filiere, mentre segnala difficoltà per le microimprese più fragili, penalizzate da export debole e costi energetici e finanziari elevati. Servono strumenti mirati per sostenere marchi territoriali, reti d’impresa e progettualità di filiera.
Taranto si conferma l’anello più fragile del sistema artigiano pugliese. Le incertezze legate al sito siderurgico e alla riconversione industriale incidono sulle imprese della metalmeccanica, della manutenzione industriale e dei servizi tecnici. Anche logistica e trasporti risentono del calo dei flussi. Accanto a queste criticità, si registra una tenue tenuta delle costruzioni e delle ristrutturazioni e una crescita, seppur fragile, dei servizi alla persona, della ristorazione e della piccola ospitalità. Per Casartigiani Puglia, Taranto deve essere area prioritaria nell’uso dei fondi JTF e delle politiche di transizione, per evitare la polverizzazione del tessuto artigiano.
Il sistema artigiano foggiano, infine, opera in un contesto ancora più delicato. Nel 2025 prevale una situazione di tenuta, senza slanci significativi. Forte il legame con agricoltura e agroalimentare, settori che a livello nazionale registrano contrazioni. L’edilizia sostiene il territorio, ma con margini compressi, mentre crescono servizi alla persona e piccola ristorazione, trainati dal turismo di prossimità. Il territorio necessita di politiche di accompagnamento e diversificazione, investimenti in innovazione e valorizzazione delle filiere corte.
Le richieste di Casartigiani Puglia
«La fotografia provincia per provincia – conclude Castronuovo – conferma che non esiste un’unica Regione artigiana, ma sei territori con bisogni diversi. Servono politiche differenziate, costruite ascoltando davvero chi rappresenta le imprese».
Alla luce dell’analisi del Centro Studi di Casartigiani Puglia, l’associazione chiede l’istituzione di un tavolo regionale permanente sull’artigianato, con Regione, Camere di Commercio e associazioni di categoria, per monitorare trimestralmente i dati Movimprese e calibrare le politiche di sostegno. Tra le priorità: accesso al credito per micro e piccole imprese, incentivi selettivi per investimenti 4.0 e green, valorizzazione delle reti tra imprese e utilizzo efficace dei fondi europei (PR 2021-2027, JTF Taranto, PNRR residuo). Infine, viene ribadita la necessità di snellire gli iter amministrativi per avvio, subentro e trasmissione d’impresa, soprattutto nei comuni medio-piccoli.













