Per SNA Casartigiani la sospensione del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto dal 25 al 29 maggio rappresenta un atto di responsabilità istituzionale, ma non risolve le criticità del settore.
«Il Governo ha aperto una trattativa vera, convocando l’autotrasporto a Palazzo Chigi – ha dichiarato Stefano Castronuovo, rappresentante di SNA Casartigiani al tavolo di confronto, presente nella foto con il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – da decenni il settore non veniva ascoltato a questo livello, con il coinvolgimento diretto della Presidenza del Consiglio e dei principali dicasteri competenti. Tuttavia, il rispetto istituzionale non significa rinunciare alla verità: la categoria è stanca, sfiduciata e chiede risposte strutturali, non solo misure emergenziali».
Secondo l’associazione, la sospensione del fermo non segna la fine della vertenza, ma l’avvio di una nuova fase di confronto istituzionale strutturato, anche attraverso la Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica. Un percorso ribadito anche nel corso delle assemblee tra Puglia, Campania e autotrasportatori tarantini, nelle quali è emersa una posizione unitaria: apprezzamento per l’apertura del Governo, ma forte preoccupazione per misure ancora ritenute insufficienti rispetto alla gravità della crisi.
Tra gli interventi previsti per il settore si segnala la proroga del credito d’imposta per l’autotrasporto per i mesi da marzo a giugno 2026, con incremento della dotazione da 100 a 300 milioni di euro. La misura si inserisce nel quadro dell’articolo 3 della legge 18 marzo 2026, n. 33, che riconosce un contributo straordinario legato all’aumento del costo del gasolio. Prevista inoltre la riduzione dei tempi di rimborso delle accise sul gasolio commerciale da 60 a 30 giorni, con nuova procedura telematica operativa dal 1° ottobre 2026.
Proprio su questi aspetti le imprese esprimono però forti perplessità: i tempi di attuazione sono giudicati troppo lunghi rispetto all’urgenza di liquidità necessaria per sostenere carburante, pedaggi, personale, manutenzioni, assicurazioni e oneri finanziari.
La crisi del settore non riguarda soltanto il caro carburante, ma l’intera struttura del mercato. Le micro e piccole imprese denunciano rapporti contrattuali squilibrati, corrispettivi non adeguati ai costi minimi di esercizio, mancato riconoscimento della fuel charge, soste e attese non indennizzate, ritardi nei pagamenti e condizioni contrattuali spesso imposte da una committenza più forte.
Un ulteriore elemento critico riguarda il ricorso alla subvezione, che secondo gli operatori finirebbe per comprimere ulteriormente i margini lungo la filiera, incidendo su sicurezza, regolarità e sostenibilità economica delle imprese artigiane.
SNA Casartigiani richiama inoltre i nodi storici già più volte posti ai tavoli ministeriali: il rispetto dei termini di pagamento entro 60 giorni, con interessi e sanzioni oltre i 90; l’applicazione delle norme su tempi di carico e scarico, con franchigia di 90 minuti e indennizzo minimo di 100 euro l’ora; il contrasto agli abusi di dipendenza economica; e il rafforzamento dei controlli sulle pratiche commerciali scorrette.
In questo contesto, viene indicata come centrale la ricostituzione della Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica, chiamata a diventare lo strumento di coordinamento delle politiche di settore e di traduzione operativa delle istanze delle imprese.
Casartigiani Puglia ha intanto avviato una doppia azione sul territorio: da un lato l’invio di note alla committenza per l’apertura di tavoli su tariffe e condizioni contrattuali, dall’altro la creazione di un canale di segnalazione online per raccogliere criticità direttamente dagli autotrasportatori.
Le segnalazioni riguarderanno mancata applicazione della fuel charge, ritardi nei pagamenti, soste non indennizzate, corrispettivi sotto i costi minimi, condizioni contrattuali vessatorie e possibili pratiche distorsive della concorrenza.
I dati raccolti saranno analizzati e, se necessario, trasmessi agli organismi competenti, tra cui il Comitato centrale dell’Albo degli autotrasportatori e le autorità per la concorrenza.
«Le piccole imprese non possono continuare a lavorare sottocosto – ha concluso Castronuovo – perché senza equilibrio economico non possono esistere né sicurezza né qualità del servizio. Porteremo al tavolo nazionale tutte le criticità emerse, ma nel frattempo agiremo sui territori con gli strumenti già disponibili».














