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| foto Fabio Mitidieri |
Abbiamo raggiunto telefonicamente mister Pierfrancesco Battistini, sulla panchina del Taranto nella stagione 2014/2015 dal mese di gennaio a quello di marzo. Queste le sue dichiarazioni:
Ha seguito il Taranto nell’ultimo periodo?
“Sisi ho seguito molto il Taranto. Ha fatto un campionato di alto livello, ma purtroppo ha trovato un paio di avversari importanti, soprattutto il Picerno che è stata una vera e propria sorpresa perchè non partiva con i favori dei pronostici in questo girone, ma è stata la squadra che ha fatto più punti. Il Taranto ha avuto qualche chance per restare aggrappato alle prime posizioni per giocarsela fino in fondo ma alcune vicissitudini non hanno permesso ciò. Il campionato di Serie D è sempre difficilissimo per le squadre come il Taranto, infatti anche Cesena e Avellino hanno lottato fino all’ultima giornata, l’unica a chiudere prima la pratica è stata il Bari.”
Si sarebbe aspettato qualcosa in più da parte del Taranto anche per l’organico che è stato costruito?
“Una squadra allestita molto bene che gioca un buon calcio. Dal punto di vista numerico forse si, anche perchè la presenza di squadre di altissimo livello negli altri gironi poteva presupporre la voglia di stare al vertice in maniera più continua. Questo è un campionato in cui quando le squadre creano un divario diventa difficile colmare il gap. Ci sono stati forse dei momenti in cui è mancato qualcosina in più, anche perchè Taranto ha la fortuna di avere il pubblico sempre accanto e quest’anno anche di disporre di giocatori molto forti.”
Come vede la questione play-off? Secondo lei andrebbe modificata qualcosa per quanto riguarda l’accesso diretto in Serie C in caso di vincita?
“È stata sempre un po’ amletica la cosa. I play-off fatti in questa maniera valgono poco tranne in un post-season, quanto meno per confermare anche quanto di buono durante l’anno è stato fatto, ma se si ha l’obiettivo di vincere il campionato servono davvero a poco per il salto di categoria. Vincendoli Taranto, ma anche altre città, possono ambire al ripescaggio, nonostante comporti un esborso economico consistente. Da ex allenatore del Taranto, città che mi è rimasta nel cuore, mi auguro di poter vedere una vittoria del campionato e una promozione diretta, che sarebbe una spinta davvero importante. La dimensione e la visione di calcio a Taranto è una cosa troppo bella e spero che la società abbia dei progetti importanti, provando anche un ripescaggio se ci fosse la possibilità.”
Come mai l’esperienza a Taranto non è andata come tutti si aspettavano anche dato l’approccio positivo dopo il suo arrivo in riva allo Ionio?
“In 9 partite portammo a casa 6 vittorie e 3 pareggi, scalando le posizioni in classifica. C’erano tutti i presupposti per vincere e lottare contro l’Andria, anche perchè io lasciai proprio durante la partita contro di loro e il Taranto vinse per 4-1. Io ero stato chiamato da Francesco Montervino e conoscevo Taranto solo per fama, non ci ero mai stato. Avevo stretto un forte legame con lui, ma ci furono una serie di disaccordi con il presidente Campitiello che fece in modo che Montervino si allontanasse. A quel punto decisi di lasciare, facendolo in buona fede, poichè con Francesco avevo stipulato un legame fortissimo. Mancò poco l’anno dopo per tornare, ma sicuramente di Taranto ho dei bellissimi ricordi perchè non ho mai perso e poi mi sono divertito poichè ho avuto la fortuna di essere accolto bene e di trovare un gruppo davvero forte.”
Quale sarà il futuro di mister Battistini?
“Purtroppo questa stagione non è andata molto bene perchè sono andato al Gavorrano che è una piazza con una storia calcistica discreta ma non abbiamo trovato i presupposti per proseguire. Dopo due anni molto belli a L’Aquila dove mi sono divertito sotto il punto di vista calcistico, speravo di ripartire da Gavorrano perchè si trattava di una situazione tranquilla, ma forse le situazioni tranquille non fanno troppo per me. In questo momento sono in contatto con qualche squadra e credo di rimanere in categoria, sperando di trovare una squadra che abbia l’obiettivo di vincere. Io metto a disposizione la mia esperienza e la mia professionalità, ma soprattutto la mia voglia di far bene.”
Simone Pulpito














