“Quanto annunciato ieri dal Governo nel vertice con i sindacati non mi stupisce. Con la decarbonizzazione, unica strada condivisa e percorribile, il delta occupazionale si riduce, e questo era ampiamente previsto. Tuttavia, fino ad oggi non ho ascoltato una sola parola concreta su come supportare questo passaggio, che definisco epocale per la città, in termini di riqualificazione dei dipendenti, riconversione occupazionale e sostegno reddituale.
A questo si aggiunge l’assenza di notizie ufficiali sull’ingresso di un nuovo imprenditore del settore, disposto a sostenere una vera azione industriale tesa alla decarbonizzazione dello stabilimento. La crescita della cassa integrazione aggrava quindi una crisi già in atto, perché la riduzione dei salari ha un impatto doloroso sulle famiglie e sull’intera comunità, influenzando il commercio e la capacità di spesa dei cittadini. I numeri della cassa integrazione parlano chiaro in tal senso.
Per questo motivo ero e resto molto preoccupato per la tenuta sociale della città, un tema che, auspico, da oggi in poi rientri seriamente nell’agenda del Governo.
Abbiamo bisogno inoltre di chiarezza sugli investimenti, perché se da un lato è previsto un aumento considerevole della cassa integrazione, con un apice a gennaio, dall’altro il tessuto economico e imprenditoriale di Taranto necessita di sostegno concreto. Gli investimenti generano ricchezza: penso al Porto, alla cantieristica navale, alla riconversione delle aree dismesse, alle nuove imprese innovative, all’Università, ai collegamenti e alla filiera turistica e culturale. Tutti interventi sui quali la città ha avanzato proposte concrete, ma ancora prive di risposte certe e chiare.
Il punto centrale è questo: finita l’era dei processi industriali per la produzione di acciaio con tecnologie super impattanti e ambientalmente insostenibili – su questo ritengo che tutte le istituzioni siano d’accordo – come intende il Governo aiutare concretamente Taranto? La politica industriale del Paese è in capo al Governo. Attendo quindi un passaggio formale sulle nostre proposte, con l’obiettivo di condividere una strategia ampia e basata sulla logica del fare.
Taranto non può e non deve essere lasciata sola in un momento così delicato e di svolta.”













