Da un lato i risultati conseguiti dalla Regione Puglia nell’utilizzo dei fondi europei e del PNRR, dall’altro le dure critiche alla gestione della Asl Taranto. Sono i due temi affrontati dal consigliere regionale Cosimo Borraccino, che in una nota evidenzia i dati diffusi dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio e, allo stesso tempo, esprime forti perplessità sull’operato della nuova direzione strategica dell’azienda sanitaria jonica.
Secondo Borraccino, la Puglia si conferma tra le Regioni più virtuose d’Italia nella capacità di impiegare le risorse comunitarie e nazionali. I dati ufficiali collocano infatti la Regione al secondo posto a livello nazionale, alle spalle dell’Emilia-Romagna, per certificazione della spesa e trasformazione dei finanziamenti in opere e investimenti concreti.
Nel dettaglio, la Puglia ha certificato il 41,7% delle risorse FESR e FSE, pari a 1,9 miliardi di euro, superando sia la media nazionale (38,5%) sia quella del Mezzogiorno (33,2%). Sul fronte del PNRR, invece, la percentuale sale al 54,3%, corrispondente a 3,4 miliardi di euro, anche in questo caso al di sopra della media italiana (52,1%) e di quella meridionale (49,8%).
Per il consigliere regionale questi risultati sono il frutto del lavoro portato avanti negli anni dalle amministrazioni regionali di centrosinistra, prima con Michele Emiliano e oggi con il presidente Antonio Decaro, e stanno consentendo di finanziare interventi strategici nei settori delle Comunità Energetiche Rinnovabili, della riqualificazione degli edifici scolastici, della digitalizzazione della sanità territoriale, dell’occupazione, dell’inclusione sociale e della transizione ecologica.
Borraccino sottolinea inoltre la crescita registrata nell’export e negli investimenti produttivi, con un incremento del 12,6% delle domande di finanziamento europeo presentate dalle imprese, pari a 6.842 progetti, evidenziando anche il ruolo di Taranto e della sua provincia, che avrebbero superato il 55% di avanzamento nella realizzazione degli interventi collegati alla transizione energetica.
Di tono completamente diverso è invece il giudizio espresso sulla gestione della Asl Taranto da parte del direttore generale Vito Bavaro e del direttore amministrativo Francesco Massaro. Borraccino definisce «deludente» l’esordio del nuovo management, sostenendo che l’azione amministrativa sarebbe stata caratterizzata prevalentemente da misure di contenimento della spesa, con possibili ripercussioni sull’organizzazione dei servizi sanitari.
Tra le criticità evidenziate dal consigliere regionale figurano il mancato pagamento delle prestazioni aggiuntive già effettuate da alcuni medici, la riduzione dei budget destinati alle attività straordinarie del personale sanitario, ritardi nell’acquisto di farmaci e nelle procedure di assunzione di nuovi medici, oltre al mancato collaudo di apparecchiature già acquistate e pronte per essere utilizzate.
Nel mirino anche alcune scelte organizzative, tra cui il trasferimento dell’ufficio di coordinamento del CUP, che secondo Borraccino rischierebbe di allontanare un servizio strategico dalla direzione aziendale. Il consigliere parla inoltre di un clima di scarso dialogo con il personale sanitario e con le rappresentanze sindacali, sostenendo che ciò starebbe alimentando malcontento tra operatori e dirigenti.
In conclusione, Borraccino rivolge un appello al presidente della Regione Antonio Decaro, ricordando che la nomina del direttore generale della Asl è di competenza regionale e invitandolo a valutare attentamente le criticità segnalate. «Bisogna tempestivamente cambiare marcia», conclude il consigliere regionale, auspicando un’inversione di rotta nella gestione della sanità jonica.














