Il consigliere regionale Cosimo Borraccino interviene sui recenti episodi di violenza ai danni del personale del Centro Unico di Prenotazione (CUP) di Castellaneta, esprimendo solidarietà ai lavoratori e richiamando l’attenzione sulle condizioni in cui gli operatori sono chiamati a svolgere il proprio servizio.
«Sono profondamente amareggiato per i vari episodi di violenza perpetrati ai danni dei dipendenti del CUP di Castellaneta», afferma Borraccino, manifestando piena vicinanza ai lavoratori coinvolti.
Secondo il consigliere regionale, le responsabilità dei disservizi non possono essere attribuite agli operatori, che continuano a garantire il servizio nonostante le difficoltà.
«Esprimo loro la piena solidarietà e vicinanza, certo del fatto che quanto attribuito non può essere ricondotto al loro operato. Colgo, invece, l’occasione per fare un plauso ai vari operatori e alle operatrici che continuano a lavorare e a garantire il servizio con professionalità, nonostante turni psicofisicamente estenuanti», sottolinea.
Borraccino richiama anche l’ultimo episodio verificatosi nella struttura, durante il quale una dipendente ha accusato un malore ed è stata accompagnata al pronto soccorso, evidenziando il forte stress cui è sottoposto il personale.
Il consigliere ribadisce quindi il proprio sostegno a tutto il comparto sanitario.
«Ancora una volta ribadisco la mia posizione: sono dalla parte dei medici e degli operatori della sanità che ogni giorno garantiscono assistenza ai cittadini e offrono un servizio essenziale per tutti. A loro rinnovo la mia vicinanza e il mio sostegno».
Guardando al prossimo autunno, Borraccino annuncia inoltre un’iniziativa sul piano regionale per affrontare il tema delle differenze contrattuali tra gli operatori dei CUP delle diverse aziende sanitarie pugliesi.
«Trascorso il periodo estivo, inseriremo nell’agenda regionale la possibilità di uniformare il trattamento degli operatori del CUP, superando le differenze contrattuali tra le varie ASL».
Il consigliere evidenzia come nella ASL di Taranto gli operatori siano attualmente inquadrati al livello B, mentre in altre aziende sanitarie pugliesi, pur svolgendo le stesse mansioni, il personale sia assunto con il livello C.
«Serve uniformità e una garanzia contrattuale che permetta loro di giungere al full time», conclude Borraccino.














