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| foto Ninni Cannella – Archivio Storico Franco Valdevies |
Luca Brunetti, ex difensore del Taranto dal 1988 al 1992. Ha esordito in serie A il 13 marzo 1983 nella partita Cesena- Sampdoria. Dopo aver vestito la maglia della Lazio, nel 1988 venne ceduto al Taranto.
Un suo pensiero sul Taranto attuale.
“Stando in Toscana non riesco a seguire totalmente, ma controllo ogni volta i risultati del Taranto. La cosa che posso dire è che mi auguro che il Taranto torni dove merita di essere, nei professionisti.”
Ha indossato i colori rossoblu per molti anni. Quali sono i suoi ricordi?
“Sono stati 4 anni bellissimi e bellissimi sono i ricordi. Anche all’inizio, il primo anno, che fu difficile perché retrocedemmo. Però fu un anno importante, del rilancio, arrivò Donato Carelli e si formò lo squadrone con cui si vinse il campionato l’anno successivo. Ci sono due città che io amo e in cui ho lasciato dei ricordi dopo 30 anni e sono Taranto e Brescia, senza nulla togliere naturalmente alle altre squadre in cui sono stato; però ho dei bellissimi ricordi di queste due città, la gente ancora oggi mi vuole bene, mi mandano degli attestati di stima. Sono cose che fanno veramente piacere, soprattutto quando si è fuori dal giro.”
Come è stato il suo rapporto con i tifosi tarantini?
“E’ stato subito un bell’approccio, già dalla prima partita in cui vincemmo contro il Genoa in casa. Nella seconda giornata, sempre in casa, contro il Parma vincemmo e segnai un gol. Quindi fin da subito ci fu un bel rapporto. Perché avevamo lo stesso “carattere”, gente sanguigna, gente che non vuole rimanere indietro e si è creato un bel feeling.”
Il suo gol più bello?
“Ne ho segnati diversi qui a Taranto ma ce n’è uno in particolare che segnai contro l’Avellino che ci permise di ottenere la salvezza anticipata, nonostante avessimo fatto un bel campionato guidati da Walter Nicoletti, che purtroppo in questi giorni ci ha lasciato. Se fossimo stati un po’ più attenti nel girone di andata potevamo andare in serie A quell’anno. Quindi fu un gol importante perché mancavano 7 giornate dalla fine ed eravamo ad una svolta: o lottavamo per restare nelle zone di media-bassa classifica o per salire nella zona più alta. Segnai a due minuti dalla fine, per me è stato bello e importante quel gol.”
Un suo ricordo su Walter Nicoletti.
“Ho ricordi bellissimi del mister: con un armiere di Taranto Vincenzo Petio (colgo l’occasione per salutarlo tramite voi) e Walter andavamo a caccia il lunedì, che era la giornata libera. Quindi oltre che per il calcio ho ricordi anche al di fuori di quell’ambiente. Purtroppo il mister ha vissuto degli anni difficilissimi con la perdita della moglie. Ricordo che durante un periodo nero della squadra la società aveva deciso di esonerare Walter e ricordo che l’allenatore che doveva sostituirlo, Tarcisio Burgnich, era sceso all’aeroporto di Brindisi ed era pronto l’esonero (questa è una cosa che tanti non sanno ma che a distanza di anni ormai posso dirlo) e io con altri tre giocatori decidemmo che non fosse giusto mandare via Nicoletti perché comunque stava passando un periodo bruttissimo per via della moglie che non stava bene.
Conoscevamo la qualità dell’allenatore, che stava passando purtroppo un momento delicato e quindi ci sembrò giusto dargli la possibilità di rimanere. Purtroppo però era difficile allenare in quelle condizioni e dopo 5 giornate fu esonerato.”
Daniela Santoro















