La Fials Taranto torna a sollecitare l’attenzione sul tema dei buoni pasto destinati agli operatori sanitari. A intervenire è il segretario generale della sigla sindacale, Emiliano Messina, che richiama l’ordinanza n. 24866 del 2026 della Corte di Cassazione, indicando nel provvedimento un ulteriore elemento a sostegno della rivendicazione del personale sanitario.
Secondo Messina, il pronunciamento della Suprema Corte stabilirebbe il diritto degli operatori sanitari al buono pasto e, di conseguenza, imporrebbe alle Asl, e a cascata alle Sanitaservice, di procedere con l’erogazione del beneficio nei confronti degli aventi diritto.
La battaglia della Fials a Taranto
Il segretario generale ricorda come la Fials Taranto avesse già avviato da alcuni anni una serie di iniziative sul tema, anche attraverso diversi contenziosi, quindi prima dell’intervento della Cassazione.
«Una battaglia, la nostra, soprattutto contro la Regione Puglia – afferma Messina – che, nonostante gli impegni presi, già dal governo targato Michele Emiliano, non ha mai concretizzato la direzione dell’uniformità fra le varie Asl e Sanitaservice pugliesi».
Secondo il sindacato, infatti, il trattamento del personale non sarebbe uniforme sul territorio regionale. La Fials evidenzia in particolare come in alcune Asl pugliesi il beneficio venga riconosciuto già da diversi anni, mentre a Taranto la questione sarebbe ancora irrisolta.
Annunciata la messa in mora
Alla luce della situazione, la Fials Taranto ha deciso di procedere attraverso lo strumento della messa in mora nei confronti della Asl, a tutela degli operatori che, secondo la posizione espressa dal sindacato, avrebbero diritto al beneficio.
L’iniziativa si inserisce in un percorso che la sigla sindacale sostiene di aver portato avanti da tempo e che ora, alla luce del pronunciamento della Cassazione richiamato da Messina, punta a ottenere un’applicazione concreta del beneficio anche per il personale sanitario tarantino.
Il sindacato allarga il fronte alla sanità pugliese
Nel suo intervento, Messina collega la questione dei buoni pasto a una più ampia critica sulle condizioni della sanità nella provincia di Taranto.
«Il buono pasto è un tassello che si aggiunge ad altri – sostiene il segretario generale della Fials Taranto – che dimostrano come in ambito sanitario la nostra provincia continua ad essere trattata dalla Regione Puglia come una provincia di serie “B”».
Il sindacato pone l’accento, in particolare, sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari, indicando tra le principali criticità il sottodimensionamento degli organici e le conseguenti difficoltà nella gestione dei turni.
Liste d’attesa e strutture sanitarie
La Fials estende inoltre le proprie considerazioni alla situazione dell’utenza. Secondo Messina, le criticità riguarderebbero anche i pazienti, alle prese con liste d’attesa, difficoltà nella prenotazione degli esami e strutture considerate non adeguate alle esigenze del territorio.
Nel mirino del sindacato finisce anche il tema del nuovo ospedale, rispetto al quale, sostiene Messina, resterebbero ancora incertezze sui tempi di realizzazione.
La questione dei buoni pasto diventa così, per la Fials Taranto, parte di una più ampia vertenza sulle condizioni del personale e sull’organizzazione dei servizi sanitari nella provincia ionica. L’annunciata messa in mora della Asl rappresenta ora il prossimo passaggio dell’iniziativa sindacale a tutela degli operatori interessati.















