La fotografia scattata dall’ultimo rendiconto sociale INPS di Taranto parla chiaro: non possiamo più permetterci il rischio di perdita di ulteriori posti di lavoro. La condizione è drammatica, e la minaccia di licenziamenti e delocalizzazioni nel settore dei call center spinge oggi i sindacati a lanciare un grido d’allarme a livello locale e nazionale.
A parlarne in conferenza stampa sono stati:
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Vera Monaco e Rino Montuori per SLC CGIL,
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Gianfranco Laporta e Christian Della Porta per FISTEL CISL,
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Francesco Russo e Marco Funiati per UGL Telecomunicazioni.
L’apprensione riguarda circa 800 lavoratori del settore a Taranto e si tradurrà, il prossimo 9 gennaio, in assemblee e scioperi in più presidi italiani. A Taranto la protesta interesserà i lavoratori di Covisian, Network Contact e System House.
A preoccupare sono gli intendimenti di ENEL, azienda italiana dell’energia con forte partecipazione pubblica, tra i principali operatori nazionali nell’appalto di assistenza e customer care gestito dai call center italiani. Per il secondo anno di gara, l’azienda prevederebbe due importanti novità:
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l’uso dell’intelligenza artificiale,
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la possibilità di licenziare gli operatori che non accettassero la delocalizzazione in altre città italiane.
«Parliamo di un’azienda con partecipazione pubblica – dichiarano i sindacati – e non osiamo immaginare cosa accadrebbe se questa pratica innescasse principi di emulazione al ribasso in altre commesse italiane».
«È un vero e proprio cappio al collo, aggiungono SLC, FISTEL e UGL: oltre al rischio che dati sensibili e personali finiscano in mani di sistemi di intelligenza artificiale, capaci di generare bias algoritmici, manipolazioni e deepfake, vi è un impatto occupazionale enorme, aggravato dalla possibile delocalizzazione dei processi produttivi».
I sindacati evidenziano inoltre che Taranto è già tra i territori italiani con i più alti indici di disoccupazione e ricorso agli ammortizzatori sociali. La perdita anche di un solo lavoratore in questo contesto rischierebbe di innescare una catastrofe sociale.
Per questo, SLC, FISTEL e UGL rivolgono un invito alla responsabilità a tutti i rappresentanti istituzionali locali: sindaco, consiglieri comunali, parlamentari e consiglieri regionali sono chiamati a partecipare alle assemblee e a toccare con mano il pericolo che il territorio corre, con l’obiettivo di scongiurare questa minaccia occupazionale.













