Ai microfoni di GiornaleRossoBlu.it, mister Rosario Campana, lo scorso anno sulla panchina del Gragnano, ha fatto il punto della situazione sul campionato in corso e in esclusiva, ci ha parlato di un avvicendamento con la società rossoblu, poi non andato più in porto. Queste le sue dichiarazioni:
Il cammino verso la vittoria di Foggia e Bitonto, la sorpresa Sorrento, la rimonta del Cerignola e la delusione di Taranto e Casarano. Qual è il suo parere sul girone H di quest’anno?
“Sicuramente questo è un girone importante sotto molti aspetti, quello tecnico, quello ambientale ma anche per quanto riguarda le ambizioni delle società. È il girone dove si sono concentrate più squadre che ambiscono alla Serie C e ad essere sincero sono anche un po’ geloso per non farne parte. Per quanto riguarda l’andamento del Bitonto, credo che stia facendo un ottimo campionato e il calo delle ultime due partite penso sia dovuto proprio a questo girone così forte e terribile. Il pareggio a Taranto lo vedo come un bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Il Foggia ho avuto modo di vederlo più volte, ho visto una squadra molto solida che ha sempre la stessa tipologia di gioco, che punta sulla fisicità e sulle giocate dei singoli, ben organizzata per poter vincere. Si sta mantenendo sicuramente su quelli che erano gli obiettivi. Il Cerignola nelle prime gare aveva deluso molto, ma nell’ultimo scorcio di campionato è quella che dà l’impressione di essere più in salute di tutte. È una squadra che considerando l’andamento che ha avuto, può sicuramente ritenersi soddisfatta di ciò che sta facendo ultimamente anche perché giocatori come Sansone e Rodriguez hanno fatto la differenza. Il Sorrento è una sorpresa per chi non conosce i calciatori ed io molti di loro ho anche avuto la fortuna di allenarli quando erano meno conosciuti perché spesso mi vengono date in mano squadre giovani. Ad esempio La Monica sta facendo molto bene e sono convinto che nei prossimi anni sarà in pianta stabile tra i professionisti o lo stesso Herrera, che a Sorrento ha trovato la sua dimensione ideale. È una squadra fatta bene, che ha la fortuna di non avere troppe pressioni, un po’ come il Picerno dello scorso anno. Il Casarano è una neo promossa, ma ha una rosa composta da grandissimi calciatori e ci si aspettava che avrebbe potuto lottare fino all’ultima giornata per la vittoria del campionato. Gode di giocatori importanti come Foggia, Favetta o Mattera, ma così tanti altri. Clamorosa sicuramente è stata la sconfitta a Sorrento ma non sono scesi proprio in campo e si sono riscattati domenica con il Foggia. Il Taranto anche ha speso molto, ma io credo che spendere tanto non è sicurezza di vittoria del campionato, perché servono tante componenti. Se c’è una simbiosi, l’obiettivo lo raggiungi nel momento in cui fai un punto in più rispetto alle tue capacità. La cosa certa è che ci si aspettava molto di più ed il fatto che a dicembre si erano già perse le speranze di vittoria, rende la delusione ancora più grande, ma il calcio è anche questo. Per citare altre squadre deluse possiamo parlare di Andria e Brindisi, ma anche lo stesso Gladiator, che ha un’ottima squadra.”
Domenica Gladiator-Taranto, che partita sarà secondo lei?
“Sarà sicuramente una partita di grandi motivazioni, perché il Taranto dopo la sconfitta di Altamura ha subito un rigetto da parte dell’ambiente e nonostante mancassero parecchie pedine, domenica contro il Bitonto meritava anche la vittoria. Considerando che rientrano tre giocatori super come Manzo, Allegeini e Benvenga, che ritengo uno dei difensori migliori per la sua duttilità, credo che qualsiasi squadra che affronta il Taranto la notte debba pensare a come sorprenderli. Il Gladiator passando dal 3-5-2 al 4-3-3 sembra abbia trovato il giusto assetto. Nelle ultime tre partite hanno fatto 7 punti senza subire goal, quindi stanno vivendo un periodo di entusiasmo. Hanno giocatori esperti che sanno giocare e credo sarà una gara difficile per entrambe, tatticamente bloccata. Lo spunto del singolo secondo me sarà determinante ai fini del risultato.”
Cosa pensa del mercato del Taranto? Si poteva fare meglio o è stato giusto privarsi di alcune pedine importanti?
“I giocatori che sono andati via fanno gola a qualsiasi società, parliamo di calciatori di primissimo livello. Se hanno fatto queste scelte, sicuramente le hanno fatte pensando di poter migliorare, ma con il senno di poi, si può dire che non siano state scelte felici. Comunque il Taranto non ha preso in sostituzione calciatori dal punto interrogativo, ma calciatori dalla carriera importante, non privandosi comunque di gente come Genchi, Stefano Manzo o lo stesso Matute, che quando giocava a Caserta mi impressionò per le giocate, la qualità e l’abnegazione che ci metteva in ogni allenamento, ma comunque gli stessi Luigi Manzo, Allegrini o Benvenga. Conosco bene tutti gli under del Taranto e credo che poche società possano godere di calciatori di questo livello. Il mio pensiero è che il calcio è uno sport dove vanno valutate tante dinamiche e bisogna allenare bene la mentalità, perciò credo che con la mentalità si riesca a vincere e che più che calciatori forti, servono calciatori da Taranto. Sul curriculum sono tutti da Taranto, ma sarà mancato qualcosa che io però non posso sapere.”
È una notizia che non è mai venuta a galla quella di un suo avvicendamento alla panchina del Taranto, ma stando a quello che anche lei ci diceva, tra mister Campana ed il Taranto ci sono stati dei contatti. Ci parli di questa trattativa.
“È la prima volta di cui ne parlo, perché mi ritengo una persona seria e non voglio turbare gli animi. Gli allenatori quando vengono contattati è per sondare la disponibilità e la possibilità a sedere su una panchina. Posso dire che sono stato contattato sia da parte del Taranto che da parte del Gladiator ed oggi sarei potuto essere su una delle due panchine. I discorsi non sono andati avanti, sicuramente mi dispiace, ma essere accostato al Taranto, ma anche al Gladiator per me è davvero un onore, perciò auguro il meglio ad entrambe.”
Simone Pulpito













