Abbiamo raggiunto telefonicamente mister Salvatore Campilongo, ex allenatore del Taranto, durante questa stagione sulla panchina del Savoia. Queste le sue dichiarazioni:
Si sarebbe aspettato una vittoria così pesante del Cerignola ai danni del Taranto?
“Onestamente no, mi aspettavo una partita molto più combattuta e aperta perchè la settimana prima ci avevo giocato contro io e avevamo fatto molto bene. Lo ribadisco, siamo usciti sconfitti a testa alta e credo che la squadra abbia fatto una grande prestazione. Se non abbiamo passato il turno è anche perchè c’è stato qualche errore arbitrale abbastanza evidente perchè il calcio di rigore secondo me non c’era, quindi il goal del pareggio ci ha tagliato le gambe. Non mi sarei mai aspettato comunque una sconfitta così eclatante da parte del Taranto.”
Pensa che avreste meritato voi di giocare quella finale al posto del Cerignola?
“Sicuramente posso dire che siamo usciti da quella partita a testa alta e non per demerito nostro. Dopo 10 minuti dall’inizio del secondo tempo sono stati ammoniti 5 nostri giocatori e sul rigore Lattanzio si è palesemente buttato per terra. Poi potevamo anche perdere, però ce la saremmo giocata fino alla fine ad armi pari.”
Il Taranto sembrerebbe costretto all’ennesimo campionato di Serie D. Secondo lei cosa manca ogni anno ai rossoblu per salire?
“Premesso che io da Taranto ci sono passato e so benissimo cosa significa allenare il Taranto, penso che i campionati non si vincono perchè l’allenatore è bravo o forte, i campionati si vincono con la programmazione, con la collaborazione tra società, squadra e tifoseria. Ci sono un’insieme di cose positive soprattutto nei momenti di difficoltà. A luglio partono tutti per vincere, ma alla fine solo una riesce a vincere e quando già a settembre si perde la prima si iniziano a criticare squadra e allenatore. Il Picerno ha vinto proprio per questo contro corazzate come Taranto e Cerignola, perchè quando all’inizio ha subito due o tre sconfitte consecutive, la società ha dato supporto all’allenatore e alla squadra, la tifoseria non ha criticato, c’è stato equilibrio tra città e società. Questa è la cultura che, a città come Taranto, città dal blasone importanti, manca. Questo è il motivo per cui dopo tanti anni si ritrovano ancora in queste categorie. Vince la serenità, la programmazione, la squadra che all’interno di un’annata ha degli equilibri.”
Quale sarà il futuro di mister Campilongo?
“Il Savoia per me è una priorità, sono stato molto bene, c’è una società che ti fa lavorare con grande serenità, un presidente molto ambizioso, un ds che lavora in simbiosi con me e con la squadra. Mi sono trovato molto bene, io vorrei rimanere, ci sono delle situazioni da affrontare, anche a livello di squadra e di programmazione. Sono cose che discuteremo in questi giorni e a fine settimana vedremo il da farsi.”
Parlando di fantamercato e fantasticando un po’, se ci fosse la possibilità, tornerebbe ad allenare a Taranto?
“Taranto per me è una bellissima piazza, porto ricordi molto belli di Taranto, ha una grandissima tifoseria, ma quando un allenatore in una città ha avuto momenti di difficoltà e fattori esterni che, nonostante l’apprezzamento di tante persone, non hanno fatto si che io potessi avere il modo di esprimere il mio lavoro, credo che non ci siano, oggi come oggi, i presupposti per poter tornare ad allenare a Taranto.”
Simone Pulpito














