Abbiamo intervistato mister Capuano, ex tecnico del Taranto nella stagione 2001-2002 che, pur non soffermandosi a lungo sulla panchina rossoblù, ha lasciato un buon ricordo nella piazza ionica. Parliamo di un tecnico che, grazie alle sue competenze tecniche e alla sua forte personalità, ha ottenuto successi importanti e salvezze all’inizio insperate in piazze come San Benedetto del Tronto, Castellammare di Stabia, Potenza e Messina. Quest’anno ha concluso la stagione al Rieti con un’importante salvezza.
Qual è il suo bilancio della stagione al Rieti in cui avete raggiunto la salvezza?
Da quando siamo arrivati a Rieti io e la squadra abbiamo disputato un campionato all’altezza delle prime cinque. Abbiamo avuto due penalizzazioni in due momenti differenti della stagione e questo provoca un abbattimento morale nella squadra. Abbiamo subito a 6 giornate dalla fine il cambio delle retrocessioni che ha previsto una retrocessione in più e quindi penso che abbiamo fatto qualcosa di importantissimo. Il fatto che io sia stato eletto migliore allenatore del girone a scapito di chi magari ha vinto il campionato vuol dire che i ragazzi hanno fatto qualcosa di notevole. Sono tanti anni che riesco a fare bene. Si pensi ad esempio alle esperienze di Modena e Arezzo, ma non voglio farmi i complimenti da solo.
Ha avuto modo di seguire qualcosa del campionato del Taranto?
Sì certo, lo seguo anche perché il mio secondo genito è di Taranto. Nel 2001 quando allenavo il Taranto è nato mio figlio. Sicuramente ci si aspettava qualcosa in più dal Taranto ma non è il 5-1 che deve distruggere quanto di buono fatto nella stagione. Il Taranto ha sempre lottato fino alla fine anche se il Taranto dovrebbe sempre vincere. C’è stato il Picerno che ha rappresentato una favola come quelle che succedono ogni vent’anni e quindi va fatto un plauso alla squadra di questo paese di cinquemila abitanti che ha fatto un qualcosa che rimarrà nella storia del calcio dilettantistico e non solo.
Per quanto riguarda il discorso del ripescaggio, è favorevole al versamento del fondo perduto?
Non entro nei meriti perché il Taranto è una società forte, gestita da persone perbene. Dipendesse da me, darei anche un milione di euro in fondo perduto. Parliamo del Taranto, quindi se avessi i soldi lo farei. Taranto è una piazza con un potenziale di quindicimila spettatori, quindi meriterebbe il salto di categoria.
Cosa occorre per vincere invece in Serie D? Che consigli si sente di dare alla società?
Non lo so, perché ho allenato due volte in D e ho vinto entrambi i campionati. Dopo non ci sono più tornato fortunatamente. Chi deve costruire sa come farlo. Sicuramente ci vogliono i calciatori di categoria, come in ogni torneo.
Che ricordi ha di Taranto? In Lega Pro tornerebbe ad allenarlo?
Ho ricordi meravigliosi di quando fui esonerato e mi portarono in trionfo. Non devo accattivarmi nessuno, però posso dire che si tratta di una delle piazze migliori d’Italia. Ci tornerei non dico a piedi, ma anche su una zattera!
Andrea Loiacono














