RASSEGNA STAMPA DEL 25 FEBBRAIO 2023 – TARANTO BUONASERA
di Alessandra Carpino
Pragmatismo, metodo, risultato: il concetto è chiaro, nessun artificio retorico e tattico. Una sintesi coerente e propedeutica al conseguimento dell’obiettivo. Lo ribadisce con carisma Ezio Capuano, allenatore del Taranto, alla vigilia della partita di Potenza, prima di due trasferte consecutive in programma oggi, presso lo stadio “Viviani”, con fischio d’inizio alle ore 17.30 (doppia trasmissione in diretta dell’evento: in streaming, sulla piattaforma esclusivista Eleven Sports, ed in chiaro su Antenna Sud, canale 14 del digitale terrestre). “Partiamo da un presupposto: alla fine del campionato mancano dieci partite. Ci esibiremo su un campo bello ma difficile per tradizione, per pubblico, per calore della città, contro un ottimo Potenza, la cui classifica non è figlia dell’organico attuale- esordisce il tecnico rossoblu- Per noi è leggermente migliore. Pensiamo di aver preparato la partita in maniera ottimale, conoscendo bene le caratteristiche dell’avversario e di mister Giuseppe Raffaele, ragazzo a cui sono molto legato, serio, che si è formato sui campi sterrati e polverosi, che ha guadagnato tutto con la caparbietà e col suo modo di fare calcio. Ci servono i punti, come servono al Potenza: sarà un confronto tosto, ma penso che il Taranto abbia dimostrato di potersela giocare con chiunque. Speriamo di portare un risultato positivo a casa”. La porzione di graduatoria nella quale s’incastona la formazione ionica è atipica, quasi equidistante dalle zone nobile e pericolosa, sicuramente scenario di club che stanno ripristinando il proprio ordine e la propria competitività: “Era normale che il mercato servisse a tante squadre per perfezionarsi rispetto al girone d’andata. Penso però che noi siamo in una posizione di classifica in cui possiamo giocare su noi stessi- commenta Capuano- Mi sono prefisso una media punti utile a raggiungere l’obiettivo: alla luce dei risultati ottenuti attraverso sacrifici illimitati, la nostra ubicazione è leggermente migliore rispetto alle concorrenti. Giochiamo per noi stessi e non abbiamo l’ansia di vedere il punteggio sancito dalle altre compagini”. Illustra la doppia tipologia che coinvolge la figura di uno stratega: “C’è l’allenatore che lavora per se stesso, che enfatizza il suo incarico in prospettiva: si focalizza sulla fisionomia della sua squadra, sulle dinamiche eleganti, sulla costruzione della manovra dal basso. Secondo me, si esprime al massimo del proprio egocentrismo- spiega il trainer ionico- Poi esiste l’allenatore che lavora per il gruppo, per l’aziendalismo, per la città, concentrato sulla crescita di giocatori che consentano al club di creare plusvalenze. E’ capitato anche a me nel passato recente, con pedine che hanno esordito nelle massime categorie. E’ il tipo di allenatore che cerca di fare risultato, di raggiungere l’obiettivo: è visto come “catenacciaro” e difensivista”. “A dieci giornate dalla fine, penso che il Taranto debba prefiggersi il risultato attraverso una precisa strategia- puntualizza Capuano- I numeri sono inconfutabili: tanti giocatori che hanno operato bene nell’ambiente ionico e sono andati via anche per loro volontà, sono approdati in squadre con una posizione di classifica non ottimale e non giocano con continuità. Era impensabile mantenere i ritmi precedenti, ma dobbiamo sfruttare il vantaggio”. “Il Taranto ha il peggior calendario: cinque trasferte, quattro scontri diretti, la gara proibitiva di Crotone, mentre in casa affronteremo formazioni che mirano a traguardi importanti- confida il tecnico- Dobbiamo riflettere sul modo in cui arrivare alla meta. Penso che la mia squadra meriti tanta gente sugli spalti: per il suo percorso, per la lotta sul campo, può piacere o meno, per l’abnegazione dei suoi interpreti. Ricordo l’autocertificazione di Vannucchi per esibirsi contro il parere dei medici, la responsabilità assunta da Romano nella partita di Latina in cui il gruppo era carente; Ferrara è stato recuperato da un’elongazione domenica scorsa. Sono emblematici per stimolare una passionalità del tifo della quale purtroppo non beneficiamo: a Castellammare il trasporto è stato bello. Con la curva piena, non so se il rigore contro il Cerignola sarebbe stato ignorato”. Non lascia trapelare indizi sulle selezioni dei protagonisti, in ottica del duello coi lucani, Ezio Capuano, ma le combinazioni offensive più frequenti contro gli ofantini si sono sviluppate sotto l’egida della coppia Bifulco-Tommasini: “Già so chi metterò in campo, sono convinto, un allenatore che nutre dubbi dopo la rifinitura è un insicuro- ammicca- Mi auguro che le mie scelte possano regalare gioia e consentire un risultato positivo. Domenica sono rimasto molto contento dei fraseggi, dell’abilità con cui Bifulco sfilava nella zona destra difensiva degli avversari: fra un mese sarà uno dei giocatori che inciderà di più in questo girone. Sapevamo di doverlo aspettare, in un mercato attuato in funzione prospettica. Tommasini è avvezzo alla piazza, forte ed in crescita”. Come altri suoi colleghi, per i quali l’allenatore assicura: “Crecco è un elemento che non c’entra con questa categoria. Diamogli tempo, io mi sto esponendo. La sfortuna ha attanagliato Semprini, un attaccante che si esprimeva con continuità. Tutti sono professionisti, ogni allenatore vorrebbe averli a disposizione: lo dico con estrema convinzione, non ricerco la simpatia dei miei giocatori. Sono esempio di serietà, si allenano intensamente, anche nella consapevolezza di non essere schierati”. Le fasce sono presidiate dagli inamovibili Mastromonaco e Ferrara, ma Boccadamo, match winner contro il Latina, forse chiede spazio? “Antonio Boccadamo è un ragazzo splendido, un esterno sul quale puntiamo, è la prima scelta, l’ho inserito anche a sinistra, è un quinto di destra. Ha dinanzi un giocatore come Mastromonaco che sta operando alla grande: ha confezionato sette assist, è un motorino, ha subito un leggero calo ma si è ripreso bene. Boccadamo ha la mia stima, non lo conoscevo, ha qualità umane elevate, è educato: merita ed avrà spazio”.













