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Taranto-Nardò 1-0, la fotogallery

Ciro Danucci, “Taranto? Questa situazione influisce molto a livello psicologico”

"Quella del Taranto è sicuramente una situazione molto complicata, anche perché la classifica è molto deficitaria e il tempo a disposizione, pian piano, sta diminuendo"

di Domenico Ciquera

Ciro Danucci, ex calciatore del Taranto ed ex allenatore di Brindisi e Fidelis Andria, è intervenuto nel nostro consueto appuntamento del martedì dedicato alle sorti del Taranto Calcio Football Club, dove ha analizzato l’attuale situazione della squadra.

Situazione societaria – “Quella del Taranto è sicuramente una situazione molto complicata, anche perché la classifica è molto deficitaria e il tempo a disposizione, pian piano, sta diminuendo. Quindi il Taranto ha, innanzitutto, a prescindere dalla questione allenatore, un organico mediocre per la categoria e in questo momento, secondo me, l’allenatore è l’ultimo dei problemi. È una situazione strana: io, l’anno scorso, a Brindisi ho vissuto per larghi tratti questo tipo di situazione, non ti fa lavorare in maniera tranquilla. Ci sono sempre problemi a ogni allenamento e diventa anche difficile gestire il quotidiano. È normale sperare che questo closing vada in porto e che, naturalmente, si riveli un closing che porti a una sostanziale solidità, sia dal punto di vista gestionale sia sportivo. Questo lascia però gli addetti ai lavori con molte titubanze, e lavorare non è facile. Michele ha fatto un ottimo lavoro appena subentrato, ma poi è normale scontrarsi con la qualità della squadra, che andrebbe puntellata in diversi reparti. Basta dare un’occhiata alla rosa per rendersi conto delle lacune che questa squadra può avere. Si trova a lottare per la salvezza contro squadre molto attrezzate, che hanno organici di prim’ordine. Tolte magari Turris, Messina e Latina, le altre, come Casertana, Foggia e questa Juve, hanno organici di tutto rispetto. È normale che il tempo stringa, e ancor prima dell’allenatore penso che la differenza possa farla una campagna di rafforzamento adeguata.”

Rinforzi- “Sicuramente, senza stravolgere, andrebbe fatta una campagna seria di rafforzamento. Qui non parliamo di prendere uno o due giocatori, ma di intervenire in maniera netta su ogni reparto. Il Taranto ha 3 punti al momento, e la salvezza diretta sembra abbastanza distante. L’unica possibilità è fare un filotto di vittorie e sperare nella situazione della Turris, che potrebbe agevolare molto il compito del Taranto. Tuttavia, guardando al campo e con la penalizzazione importante che pesa, servono rinforzi significativi: giocatori che abbiano l’esperienza per indossare una maglia così prestigiosa in un momento così delicato.”

Umore – Sicuramente è normale, quando si fa una partita sottotono come quella del Taranto contro la Juve, avere queste perplessità. Io, ripeto, ho visto diverse partite del Taranto: il Taranto è una squadra mediocre che, per di più, ogni settimana prende una batosta. Non ultima, i sei punti di penalità che, dal punto di vista mentale, pesano. Perché, comunque, tu sei in una piazza come Taranto, che non merita questo tipo di gestioni, non merita questo tipo di situazioni. È strano come, ripercorrendo sempre la storia del Taranto, ci si ritrovi in queste situazioni, quando magari ci sono anche altre piazze che, con meno appeal rispetto a Taranto dal punto di vista della tifoseria, hanno invece delle proprietà molto, molto solide. Come dicevo prima, è normale che ci siano delle critiche all’allenatore, però io ripeto: il materiale umano su cui lavora il Taranto è quello. E poi bisogna aggiungerci la questione mentale, che non ti fa lavorare sereno.

Brindisi – A mia insaputa, all’inizio ci furono dei problemi con la fidejussione per quanto riguarda l’iscrizione. Io, per una scelta di cuore (sbagliando valutazioni e quant’altro), decisi di sposare questo progetto, ma mi accorsi subito, sin dal ritiro, che la situazione non era chiara e, soprattutto, era complicata. Io penso che la situazione sia molto simile a quella del Brindisi. Anche a Brindisi, l’anno scorso, penso nella seconda o terza scadenza, già ebbero problemi. Quindi, vivere una situazione di perenne instabilità, sia economica che emotiva, è difficile.
Anche l’anno scorso a Brindisi ci furono diverse trattative che fecero sperare, su tutte quella con Di Stante, alla quale tutti speravamo ci potesse essere un lieto fine. Ma questa trattativa non andò a buon fine. E purtroppo, e dico purtroppo perché io sono rimasto molto legato alla città di Brindisi, quest’anno è partita con una penalizzazione notevole. Partire da meno 12 falsa il cammino di una squadra. Riallacciandomi al discorso di prima, il Taranto deve intervenire pesantemente. Perché, se non avesse avuto la penalizzazione e, con la squadra attuale (seppur mediocre), sta a 13 punti, comunque la piazza ti spinge. Ce la puoi fare. Quando però il distacco comincia ad essere elevato, tu comunque devi recuperare questi 6-7 punti. Devi avere un cammino nel girone di ritorno da playoff o giù di lì.

Serie D – “Io penso che, se un investitore entra in questo momento nel Taranto, è normale che abbia fatto i conti, sia se dovesse rimanere in C sia se dovesse andare in D. Però, ripeto, io, se in questo momento entrassi nel Taranto, farei di tutto per salvare la situazione. Anche perché, andando in D, oltre ai mancati introiti, si entrerebbe in una situazione complicata, in cui il campionato è difficile. Vince una sola squadra e, nel girone H in Puglia, è un girone infernale. Anche quando vai a giocare con le piccole squadre è molto difficile. Ecco perché, subentrando in questo momento nel Taranto, farei di tutto per cercare di salvarmi. Perché ne andrebbe anche del percorso societario futuro.

Rappresentante della società – Il Taranto, in questo momento, deve lottare contro una disorganizzazione. L’assenza di responsabili della società è un aspetto molto grave, perché ti senti abbandonato a te stesso. Nel calcio, durante le trasferte, capita sempre il problemino, succede sempre qualcosa. Avere qualcuno con cui potersi rapportare è fondamentale. Ecco perché parlavo prima della squadra. La squadra non è soltanto i ragazzi e il mister: la squadra è un insieme di elementi molto complesso. Naturalmente, questa situazione non giova né sul rendimento né sulla possibilità di preparare una partita nella maniera adeguata.

Preparazione – Questa situazione influisce molto a livello psicologico. Perché, comunque, nella preparazione alla partita, ora, io non so bene se, magari, durante la settimana ci siano o non ci siano rappresentanti della società. Però il fatto di essere soltanto l’allenatore e il gruppo squadra, senza avere allo stadio un direttore, un direttore generale, un team manager o qualcuno che monitori la situazione, influisce. Questo è importante: ti dà la sensazione di essere da solo. E naturalmente, tu lo porti avanti una settimana, lo porti avanti due settimane, però alla lunga è normale che ti pesi dal punto di vista mentale.

Dirigenza- “Accostare al Taranto certi nomi, come Novellino, Vulpis e Ghelfi, la dice lunga sulla solidità del progetto. Novellino ad esempio è un allenatore con una carriera importante, e non penso che verrebbe a Taranto a svernare. Questo significa che ha avuto delle rassicurazioni su un progetto solido. Io ora mi metto nei panni di cazzarò naturalmente se dovesse rimanere lui l’allenatore queste figure mi farebbero ben sperare, per il prosieguo naturalmente io fossi in cazzarò aspetterei più che direttori e quant’altro i calciatori che mi possono dare una mano ”

Contatto in estate- “È stato qualcosa di superficiale, una chiacchierata avvenuta subito dopo la questione Capuano. Non c’era niente di importante.”

Gioco- “Contro la Juve, Cazzarò ha giocato per la prima volta con un 3-4-3 mascherato, ma è un modulo in cui la differenza la fanno gli esterni d’attacco, giocatori che il Taranto attualmente non ha. Giovinco, ad esempio, non è più il giocatore della sua prima esperienza a Taranto. Penso che il Taranto debba puntare sul 3-5-2, che ha dato un po’ di equilibrio e portato due buoni risultati. Certo, con l’Avellino la squadra ha subito molto possesso palla, ma è riuscita a contenerlo. Il Taranto credo che in questo momento debba puntare sulle ripartenze, sfruttando giocatori come Battimelli, Zigoni e Fabbro, che hanno il gol nel DNA.”

Giocare a Taranto- “Io, a Taranto, dal mio punto di vista, ho fatto molto bene. Mi sono ritrovato fuori senza motivo e, poi, ti dico la verità: decisi di andare a Cesena, in Serie B, a gennaio. Ma la mia storia con il Taranto è un po’ rocambolesca da questo punto di vista. Ricordo che mi trovai fuori dopo una partita in casa: vincemmo 5 a 0 contro il Giulianova. Giocai difensore centrale perché, in quel momento, si era rotto il crociato Pastore. Feci benissimo. Poi, la partita successiva, a Perugia, rimasi fuori per scelta tecnica. Da lì, i rapporti si rovinarono e decisi di andare via. Sai, quando ero giovane, sentivo di stare a casa. La vidi come una mancanza di rispetto. Poi, in quel momento, avevo la testa che non andava nel verso giusto e decisi di fare questa scelta.Però ti dico: la maglia del Taranto pesa. Io ho avuto la fortuna di giocare in piazze importanti come Catania, Cesena e Taranto. Sono piazze dove, oltre alle qualità tecniche, la prima qualità che devi avere è la personalità. Perché, senza quella, in questi stadi fai fatica anche solo a mettere piede.”

Mastromonaco- “Mastromonaco ha quelle qualità nel senso è un ragazzo che non molla mai è uno molto intenso è uno che porta un po anche ad innamorarsi delle sue qualità, anche dal punto di vista di energia che da è un giocatore che sente la maglia del taranto quasi tatuata. Questo è il quarto anno se non erro che sta a Taranto quindi è un giocatore che è sottovalutato, anche perché poi parte sempre un po al margine ma poi alla fine si ritaglia uno spazio importante è un giocatore generoso. E’ un giocatore che fa innamorare la gente per questa voglia che ci mette e poi anche dal punto di vista qualitativo è cresciuto diventando un ottimo calciatore di categoria.”

Tags: Taranto FC 1927
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