Abbiamo intervistato il Play del Cus Jonico Basket Francesco Villa fresco della prima vittoria di Serie B girone D contro il Pozzuoli. Abbiamo parlato dell’approccio al campionato e abbiamo esplorato un po’ il passato del nostro Playmaker per conoscerlo un po’ meglio.
Partiamo dalla prima di campionato, un esordio condito con una vittoria, sei soddisfatto della prestazione della squadra?
“Nelle prime giornate prendere fiducia con qualche vittoria è importante quindi ottenere i nostri primi due punti è stato fondamentale. Nel primo tempo siamo stati bravi ad andare subito avanti, ma non abbastanza per permetterci di allungare e creare così un divario con una squadra che comunque ha obbiettivi meno importanti dei nostri. Abbiamo sofferto un po’ il terzo quarto dove abbiamo concesso un po’ troppo ma ci siamo ripresi splendidamente nell’ultimo muovendo la palla e concentrandoci sui nostri punti di forza che ci ha concesso di portarla a casa. Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto nell’ultimo quarto. Questo esordio ci ha già dato degli ottimi spunti per capire cosa migliorare e lavoriamo sodo per far sì che accada.”
Dal tuo arrivo a Taranto hai trovato in squadra un compagno che ti ha colpito? Con il quale magari hai più intesa?
“Sicuramente per il ruolo che ho sono portato a collaborare con Corradi il nostro numero 5, giocai già con lui sette anni fa, è un giocatore molto forte per la categoria che dispone di tanto talento e tanta esperienza; è sempre bravo a farsi trovare nella posizione più giusta sia da me che dai miei compagni. Ci sta dando una grossa mano, è un grande realizzatore e penso lo abbia già dimostrato in queste prime uscite.”
Quale è l’obbiettivo stagionale del Cus Jonico?
“Il coach ci ha sottolineato che non dobbiamo porci obbiettivi e non dobbiamo avere dei limiti e concordo con lui. È davvero troppo presto, soprattutto in campionati come questi dove le squadre tendono a rivoluzionare il roster già in base all’andamento dei primi cinque incontri. Spero non succeda a noi perché siamo un buon gruppo e dobbiamo pensare ad una partita per volta anche perché siamo una squadra giovane. Se devo dirti il primo obbiettivo che mi viene in mente è quello di stare tra le prime otto del torneo, ma è davvero troppo presto, abbiamo un inizio non facile; già alla prossima con il Ruvo sarà una battaglia, poi abbiamo il Sant’Antimo che lo scorso anno ha fatto le final four di supercoppa. Dobbiamo rimanere concentrati perché non sarà un inizio semplice.”
Parlando di Ruvo appunto, che partita vi aspettate?
“Sappiamo di giocare contro una corazzata, una delle squadre più forti del girone. Una squadra che vuole provare a fare il salto di categoria e che non si risparmierà e ci metterà le mani addosso dal primo minuto per vincere la partita. Noi dobbiamo farci trovare pronti, abbiamo lavorato bene in settimana studiando le loro caratteristiche. Se vogliamo vincere dobbiamo rimanere concentrati per tutti i 40 minuti senza mai smettere di giocare e stando attenti in difesa.”
Tornando agli obbiettivi, Francesco Villa ha un suo obbiettivo individuale per questa stagione?
“Sicuramente non sono i punti il parametro corretto per valutare la mia stagione. Visto il ruolo in cui gioco per me è molto importante cercare di coinvolgere nelle azioni tutti i miei compagni, onestamente il risultato di squadra è il mio primo obbiettivo. Sono convinto che se le squadre che, eventualmente, in futuro si interesseranno a me vadano a vedere che la squadra dove ha giocato Villa in quello specifico anno ha raggiunto una determinata posizione lo reputo un risultato più importante rispetto a due punti in più o dei rimbalzi in più.”
Facciamo un passo indietro nella tua carriera, sportivamente parlando sei nato nell’Olimpia Milano. Quali sono le principali differenze tra una piazza come Milano, che ha sempre calcato palcoscenici importanti come l’Eurolega, e una piazza come Taranto che negli ultimi anni è stabile in B?
“Beh, le differenze sono tante. Giocare in prima squadra a Milano ti crea delle pressioni che qui non hai. Il che può essere uno stimolo ma può anche creare delle difficoltà. Io credo che qui a Taranto ci siano tutti i presupposti per lavorare bene. Siamo sempre molto seguiti dalla società e da tutto l’ambiente e questo ci permette di lavorare in tranquillità senza eccessive pressioni in settimana che è una cosa molto importante. Milano è un altro mondo, non naviga in un ambiente come il nostro o come il mio che sono da sette anni in questa categoria.”
Il partire, dunque, da una piazza così blasonata può essere molto positivo, calcare da subito palcoscenici importanti permette subito di trasferire dei valori importanti alla squadra.
“Si, vieni abituato a lavorare subito con delle pressioni e a condividere lo spogliatoio con gente di altissimo livello che ti dimostra non solo la giocata del talento ma anche l’attitudine al lavoro settimanale che poi si può trasmettere ai giovani. Ad esempio, la nostra è una squadra molto giovane e mi piace provare a spiegare agli altri ragazzi più giovani cosa serve realmente per migliorare: lavorare in palestra o anche più banalmente il lavoro di stretching a fine allenamento. Sono tasselli importanti che, lavorando in grandi squadre e quindi essendo seguiti da ottimi professionisti vengono insegnati sin da subito. Non tutti hanno questa fortuna, mi ritengo molto fortunato ad essere cresciuto in un settore giovanile come quello di Milano.”
Davide Malavisi














