IL MOMENTO – “Vivevamo un periodo magico non soltanto dal punto di vista dei risultati, ma anche sul fronte strutturale: eravamo in procinto di presentare alla città la “Cittadella dello Sport”, un progetto pensato tre anni fa e ideato grazie alla preziosa collaborazione di un importante studio milanese, che tra l’altro ha anche partecipato al bando per la costruzione del nuovo “San Siro”. L’interruzione, però, era necessaria e doverosa: la salute di tutti quanti noi ha la priorità assoluta”.
LO STOP – “Allenarsi in condizioni di incertezza non è semplice poichè influisce anhe la componente psicologica: penso nel dettaglio ad alcuni atleti che hanno le famiglie a distanza. Mbida, ad esempio, è rientrato al nord per stare vicino alla sua compagna, esposta a diversi rischi essendo infermiera. Jean tuttavia mi ha promesso di rispettare tutte le restrizioni vigenti”.
LA RIPRESA – “La mia opinione è che i campionati non riprenderanno: in Puglia, stando alle informazioni fornite da Protezione Civile e ISS, la curva del picco si sta protraendo rispetto al previsto. La nostra regione, perciò, non ha ancora conosciuto il reale picco e la LND non può far riprendere le attività nel breve o limitare la ripresa esclusivamente alle zone meno colpite dal contagio. Purtroppo in molti sottovalutano ancora la pandemia”.
PERDITE ECONOMICHE – “Si registrerebbero gravissime perdite a livello economico: una volta risolta l’emergenza sanitaria bisognerà anche concentrarsi sul futuro delle aziende. Vedo poco percorribile anche uno scenario di ripresa senza pubblico sugli spalti: la FBC, in media, riesce a portare allo stadio 2000 persone, con picchi di 4/5 mila nelle sfide casalinghe più importanti. Gli incassi sono di fondamentale importanza per la vita di una qualunque società”.
SANTORO – “Sarebbe inutile negare l’interesse del Foggia nei suoi confronti: la società rossonera lo ha corteggiato e Santoro, in concomitanza con la riapertura delle trattative, ne ha un po’ risentito in termini di prestazioni sul campo. Nessuno aveva intenzione di tarpargli le ali, nè tantomeno di privarlo della possibilità di giocare per una società così blasonata: ho così deciso di incontrare il Foggia ma l’offerta pervenutaci, della quale ancora conservo il documento ufficiale mostrato anche allo stesso Santoro, si attestava su cifre decisamente basse, assolutamente non congrue rispetto al valore di un atleta stimato dal nostro ambiente”.
LA CLASSIFICA – “Ci mancano 5-6 punti: in alcuni tratti della stagione, soprattutto con le squadre di medio-basso rango, ci è mancata quella cattiveria agonisticache, viceversa, ci ha fatto ben figurare contro Taranto e Foggia. La salvezza è quasi conquistata ma avremmo potuto ambire a qualcosa in più”.
PENSIERO FINALE – “Il nostro auspicio è quello di tornare in campo al più presto, ma non prima di aver debellato l’epidemia. Guardo anche oltre e dico che non sempre tutti i mali vengono per nuocere: sarebbe importante analizzare il difficile momento e cercare di recuperare quei valori che, da un punto di vista etico-aziendale, hanno portato a una crisi economica globale”.
Gabriele Campa
fonte: Vito Di Noi, “Corriere dello Sport”













