«Con un emendamento al decreto Milleproroghe abbiamo proposto di consentire ai Comuni, nell’ambito delle risorse già disponibili a legislazione vigente, la proroga o il rinnovo fino a 36 mesi dei contratti del personale assunto tramite il Concorso Coesione, laddove non sia stato ancora possibile procedere alla stabilizzazione».
Lo dichiara Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.
«Si tratta di una misura di buon senso, a costo zero per la finanza pubblica – spiega Turco – che mira a non disperdere professionalità già formate e oggi indispensabili per il funzionamento degli enti locali, soprattutto nei territori più fragili, nei piccoli Comuni del Mezzogiorno e nelle aree periferiche del Nord».
Il personale assunto ai sensi dell’articolo 1, comma 179, della legge n. 178 del 2020 svolge funzioni strategiche, dalla gestione dei fondi di coesione all’attuazione del PNRR, fino al rafforzamento della capacità amministrativa degli enti. «Interrompere questi rapporti di lavoro per meri vincoli temporali – sottolinea Turco – significherebbe indebolire ulteriormente strutture già sotto pressione».
Secondo il vicepresidente M5S, l’emendamento non introduce automatismi né nuovi oneri finanziari, ma offre agli enti locali «uno strumento di flessibilità responsabile, in linea con le norme vigenti sulla stabilizzazione e nel pieno rispetto degli equilibri di bilancio».
«Rivolgo quindi un invito chiaro al Governo guidato da Giorgia Meloni – conclude Turco –: accogliere questo emendamento significa sostenere concretamente i Comuni, garantire continuità amministrativa e valorizzare competenze pubbliche che lo Stato ha già selezionato e formato. In un momento in cui agli enti locali si chiedono efficienza, rapidità e capacità di spesa, sarebbe irresponsabile privarli delle risorse umane necessarie. Il Milleproroghe deve servire a risolvere problemi reali, non a crearne di nuovi».













