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Croce, “Voglio restare a Taranto, ma i matrimoni si fanno in due”

Giornalerossoblu.it ha raggiunto telefonicamente l’attaccante del Taranto, Antonio Croce, che ha raccontato la sua esperienza con la squadra di Mister Panarelli. E’ arrivato a dicembre, dal Gravina, dopo un grave infortunio che l’ha costretto a fermarsi per due mesi. Nonostante tutto è riuscito a lasciare la sua firma in questo campionato realizzando sei reti con la maglia rossoblu.
Partiamo dalla domanda più gettonata del momento: C’è la possibilità che tu possa restare a Taranto?  
In realtà prima di andare via la scorsa settimana, abbiamo sistemato le ultime cose relative a quest’anno e ne ho approfittato per ribadire che la mia porta è aperta e che mi farebbe piacere restare a Taranto. Anche perché ho ancora l’amaro in bocca per come si è conclusa la stagione. Sono stato davvero bene a Taranto quindi, perché no. 
Hai ricevuto altre offerte?  
Il mio procuratore di sicuro ha già ricevuto qualcosa però bisogna sempre capire e conciliare tante cose. Io ci tengo ad aspettare perché mi sembra prematuro decidere adesso. In ogni caso il calciomercato si va a definire soprattutto dal 25 giugno al 5 luglio quindi sicuramente il mio procuratore avrà già parlato di qualcosa con chi di dovere, c’è stato uno scambio di battute, però io voglio aspettare anche per capire cosa vuole la piazza.  I matrimoni alla fine si fanno in due.
Quindi tra le varie offerte che hai potuto ricevere o che riceverai, per ora la tua preferenza personale resta Taranto?  
Si perché io a Taranto quest’anno sono arrivato a Dicembre, vorrei avere più tempo. Sono stato bene e la piazza è quello che è, lo sappiamo tutti, la dirigenza e la società sono allo stesso livello. Ci siamo detti che ci risentiremo con calma, ripeto, i matrimoni si fanno in due. Aspettiamo questi quindici giorni per capire, anche perché fino a quando non decideranno chi siederà sulla panchina del Taranto, sarà difficile capire chi andrà via e chi resterà. Il primo tassello è stato messo, adesso manca l’allenatore e quindi assieme a lui vedranno chi di noi confermare e poi si muoveranno sul mercato per costruire una squadra, come quella dell’anno scorso, per cercare di vincere. Dunque si, la mia porta resta aperta.
Il tuo punto di vista sul campionato del Taranto?  
Sicuramente per quanto mi riguarda, da quando sono arrivato io a Dicembre, abbiamo fatto un girone di ritorno collezionando tre sconfitte e un pareggio, che non è da poco. Forse si poteva fare qualcosa in più all’inizio però è normale che poi quando a Gennaio hai sei-sette punti di svantaggio sei costretto a vincere altrimenti non riesci mai a recuperare o tantomeno a gestire un pareggio quando non riesci a vincere, quindi di conseguenza giochi con uno spirito diverso. Dall’altra parte poi abbiamo trovato una squadra quest’anno che davvero nel girone di ritorno non ne ha steccata una, le ha vinte tutte quindi tanto di cappello però per quanto mi riguarda abbiamo fatto un buon lavoro. Certo è che potevamo fare qualcosa di più. Ma soprattutto fino a Dicembre il Taranto ha fatto un po’ fatica perché comunque aveva gli uomini contati.
Indipendentemente dal Picerno e dalla sua meritata vittoria del campionato, il resto del girone H che impressione ti ha fatto? Lo ritieni un girone competitivo?  
Secondo me il girone H è uno dei più difficili anzi, il più difficile. Io ho giocato anche in qualche altro girone ma questo è quello in cui incontri piazze importanti e dove trovi squadre organizzate con società ambiziose destinate sicuramente a tornare nel calcio professionistico. E’ molto competitivo.  
Noi abbiamo chiuso male e ho ancora l’amaro in bocca per questo perché comunque avevamo tutti i mezzi per vincere almeno i playoff visto non ci siamo riusciti con il campionato. Purtroppo è andata così e non so spiegarmi il motivo ad oggi, però ho questo amaro in bocca che ancora porto dentro. Quindi io ho voglia di ricominciare e spero tanto che quest’anno il Taranto possa meritare quello che merita davvero.
E nella partita con il Cerignola cosa è successo?
Penso che quella sia stata una giornata storta sotto tutti i punti di vista e l’abbiamo visto tutti. Faccio fatica a commentare una partita del genere, abbiamo sbagliato sicuramente l’approccio e non so quale sia il motivo preciso. Questo però non era successo in tutte le altre partite, almeno da quando sono arrivato, non avevamo mai sbagliato, non così. E’ capitato proprio nella finale e questo mi dispiace e ci dispiace tanto. Però il calcio è questo, si volta pagina e si va avanti e si cerca di fare meglio l’anno prossimo.
Credi che possa aver influito il clima che si era creato a Cerignola? Magari loro avevano più voglia di noi. Lo stadio era pieno e le iniziative per fomentare i tifosi sono state tante.  
Diciamo che la partita è stata preparata nel migliore dei modi, dentro e fuori dal campo. Dunque merito a loro e noi non possiamo che voltare pagina. Non so davvero spiegarti il motivo di questa sconfitta così pesante. Ci può stare che uno perda, perché comunque parliamo di una finale contro una squadra importante come il Cerignola costruita per vincere come noi, però abbiamo perso male. Il 5-1 è stato per me esagerato quindi non possiamo fare altro che chiudere quel capitolo e andare avanti.
Chi tra i tuoi colleghi ti ha impressionato maggiormente?  
Sono tanti quelli che mi hanno impressionato in questo girone. Tanti anche nella nostra squadra. Tanti nel Cerignola ma in generale delle prime tre-quattro posizioni.
Qualcuno del Taranto? Un Under in particolare?  
Come under del Taranto mi hanno impressionato sicuramente Antonino e Ferrara.
Cosa mi dici invece del rapporto con la piazza e con la società?  
Per quanto mi riguarda mi sono trovato bene a Taranto anche con i tifosi. Sono arrivato a dicembre, in un momento un po’ particolare della stagione dove ero un po’ fuori condizione visto l’infortunio che avevo subito quando ero a Gravina, un brutto infortunio che mi ha costretto a stare fermo due mesi. Però poi ho recuperato, anche grazie ad uno staff preparato, la mia condizione fisica e penso che da Gennaio in poi si siano visti i risultati e poi giocando il giusto, subentrando parecchie volte penso di essere riuscito a dare il mio contributo realizzando sei gol importanti. Per quanto riguarda la società, con il presidente Giove e il direttore Montella ho un buon rapporto di stima reciproca e ci siamo lasciati in ottimi rapporti. E’ normale che ci sia un po’ di delusione da parte nostra e da parte loro a causa della partita contro il Cerignola, ma dobbiamo andare avanti tutti, anche perché penso che loro stiano già programmando per riprovarci.
Dei tuoi sei goal quale ritieni il più importante?  
Quello contro il Savoia al 92’ perché grazie a quel goal siamo rimasti in scia. E’ stato un goal pesante. Realizzare la rete dell’ 1-0 al 92’ mi ha permesso di sentire davvero il calore di tutta la gente. E se devo essere sincero, in quel momento ho pensato che fosse l’anno buono per vincere il campionato. In realtà però le partite sono imprevedibili e abbiamo perso punti con le squadre di medio-bassa classifica che dovevano salvarsi, mandando in fumo i nostri piani. Abbiamo cercato quantomeno di vincere i playoff ma purtroppo è andata come tutti sappiamo.
Alessandra De Gennaro
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