di Domenico Ciquera
Abbiamo intervistato Danilo Pagni, ex direttore sportivo di Chievo Verona, Milan, Ternana e Taranto. Pagni è un vero e proprio recordman: ha vinto otto campionati e tre Coppe Italia di Serie C, ed è stato l’artefice di tre salvezze miracolose – in Serie B con la Ternana e la Nocerina, e in Serie C con il Taranto. Con lui abbiamo avuto l’opportunità di parlare del campionato di Eccellenza, delle difficoltà finanziarie che hanno colpito il calcio ionico e di un suo possibile ritorno in riva allo Ionio.
Che campionato di Eccellenza sarà? «Sarà un torneo tosto, a girone unico, dove sicuramente prevarranno l’aspetto campanilistico e il calore delle tifoserie pugliesi. Ogni domenica sarà una vera festa per i paesi coinvolti.»
Chi vede come favorita? «Il Brindisi, com’è giusto che sia. Sta facendo un mercato incontrastabile, e ci può stare: è come un braccio di ferro tra un uomo di 45 anni e un ragazzo di 15. Tuttavia, se si organizzeranno bene Canosa, lo stesso Taranto, il Bisceglie e qualche sorpresa, nulla sarà scontato. Anche se l’ultimo campionato ci ha mostrato un Barletta in grado di dominare tutti.»
Si aspettava questo epilogo per il Taranto? «Sì, me lo aspettavo, perché i segnali concreti di grande sofferenza economica arrivano da lontano. Il fatto che questa proprietà non abbia ricevuto alcun supporto è stato determinante. Una famiglia da sola non poteva reggere un peso così grande.»
Qualcuno l’ha contattata per informazioni su Taranto? «Ricevo continuamente chiamate da professionisti, amici e addetti ai lavori, ma al momento sono solo chiacchiere.»
Che squadra dovrà costruire il Taranto nella prossima stagione? «Dovrà essere una squadra fortissima, con il pelo sullo stomaco, composta da veri cinghiali affamati e determinati.»
Pensa che la pressione di dover vincere tutte le domeniche possa essere un problema, soprattutto per i giovani? «Non giocheranno solo due under. Se il prossimo direttore sportivo conosce il mercato e prende un 2006 e un 2007 fortissimi da Taranto, si troveranno sempre soluzioni. Le operazioni last minute sono spesso le migliori.»
Lei tornerebbe a Taranto? «L’ho già detto più volte: sono l’unico dirigente nella storia del Taranto che ha lasciato contratti e soldi. Io vado in società solide e trasparenti, e l’ho dimostrato. Ho aiutato il Taranto anche lasciando il contratto.»
Un messaggio finale? «Adoro i tifosi del Taranto. Se prima li amavo, dopo Taranto–Arezzo 0-1 li adoro ancora di più. Il mio sogno, a breve, è venire a vivere a Taranto, al di là del calcio. Se Pagni e i Tarantini si ritroveranno, sarà un bene per entrambi. Loro sanno che, se il Taranto dovesse tornare nelle mie mani, avranno un’ottima polizza. Forza Taranto, sempre!»













